Contro G8: il summit delle popolazioni indigene, la seconda diretta da Sapporo

I rappresentanti delle popolazioni indigene di tutto il mondo si sono incontrati ieri a Nibutani, Sapporo, per chiedere al G8 di fermare le politiche imperialiste, liberiste e razziste di governi e multinazionali. Gli interessi economici e coloniali di questi ultimi infatti vengono?talvolta soddisfatti cancellando la cultura, la lingua e l’identita’ di popolazioni indigene, le cui terre vengono spesso invase e distrutte per costruire mega dighe, piantagioni, gasdotti, etc…

Se ne e’ appunto discusso in una delle quattro giornate del Contro G8 dedicate alla causa delle popolazioni indigene. Un’attenzione significativa quella attribuita dal movimento giapponese a questo tema e che si deve al fatto che proprio il Giappone, nel 1871, decise di incorporare al suo interno l’antica civilta’ AINU, originaria dell’isola di Hokkaido, paradossalmente anche sede del prossimo vertice. Da quella data, questa popolazione e’ andata pian piano sparendo e con difficolta’ e’ riuscita comunque a conservare parte della propria cultura.

La gente AINU ha vissuto per migliaia di anni nell’Ezo settentrionale (l’attuale Sakhalin), nell’Ezo (Hokkaido), e nell’arcipelago Chishima (le isole Kuriles), nutrendosi di caccia, pesca e agricoltura.

Nel 2007, l’ONU ha adottato la Dichiarazione sui diritti delle popolazioni indigene, ma il governo giapponese si e’ sempre rifiutato di riconoscerla. Almeno fino al 6 giugno 2008, guarda caso proprio in prossimita’ del vertice, quando il parlamento giapponese ha finalmente conferito agli AINU lo status di popolazione idnigena dell’isola di Hokkaido.

“Questa decisione e’ un passo importante – ha commento il giornalista attivista Tetsuo Matsuura – ma il fatto che il governo giapponese, dopo anni di lotta, abbia fatto questo proprio adesso, a pochi giorni dal vertice, mostra che si tratta piu’ che altro di una decisione strategica. il governo si e’ infatti sempre rifiutato di accettare che all’alternative summit si discutesse degli AINU ma alla fine ha dovuto cedere e quindi ha deciso di fare questa performance. Per questa ragione e’ necessario monitorare il governo anche dopo il termine del G8”.

In ogni caso, adesso gli AINU possono godere di alcune sovvenzioni statali. Si tratta infatti di popolazioni molto povere perche’ deturpate e stravolte nel loro modo di sopravvivere. Secoli di colonizzazione hanno poi costretto loro a cercare in tutti modi di salvaguardare la propria indentita’ e per questo le loro case non sono sparpagliate e mischiate a quelle dei giapponesi ma vicine una all’altra come accadeva nei loro antichi villaggi.

Quella degli AINU e’ una condizione comune a molte popolzioni indigene del mondo. Nel corso dell’Indigenous People Summit alcune di loro si sono incontrate per condivere le loro problematiche e trovare un modo comune per risolvere.

In questa puntata di Akira vs G8 vi faremo sentire alcune delle loro testimonianze, come quella di Rosalina Tuyuc, indigena Maya del Guatemala, e Hideo Akibe, originario AINU.

Nel corso della puntata,vi aggiorneremo inoltre sugli utimi sviluppi del contro vertice.

Circa l’attivismo internazionale, la situazione per il momento e’ molto tranquilla. I problemi sono soprattutto all’ingresso: non si conosce il numero preciso a causa delle difficolta’ di reperimento delle informazioni, ma comunque sembrerebbero?diversi i casi di?persone che non sono riuscite ad entrare nel Paese o che sono state comunque oggetto di controlli severi e ore di colloqui.

Nulla pero’ si puo’ dire per il momento al riguardo. Per avere un quadro piu’ preciso infatti occorrera’ aspettare le proteste di strada, che prenderanno il via sabato 5 luglio a Sapporo. Da oggi intanto e’ operativo il primo campo degli attivisti. Si trova nei dintorni di Sapporo e sara’ aperto fino al 6 luglio, data dalla quale pobabilmente ci si spostera’ al Lake Toya Camp, vicino alla sede del summit.

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