Basi militari: il progetto “Caserme” tra le montagne trentine
A cura di Marzia Coronati • 27 giugno 2008Governo e Provincia di Trento vorrebbero costruire, tra la concessionaria Dorigoni a sud di Trento e l’aeroporto di Mattarello, una base militare in grado di ospitare 1600 soldati. 47 ettari di terreno agricolo coltivato a vite e piante da frutto saranno coperti da migliaia di metri cubi di porfido.
E’ iniziato tutto nel 2002, quando è stato firmato un accordo tra Stato e Provincia di Trento, che concedeva alla provincia circa 47 ettari di area militare in cambio di 30 ettari di altro terreno agricolo pregiato. Di questi 47 ettari, che costituivano un’area militare sin dal dopoguerra, quasi più della metà sono abbandonati e fatiscenti dal tempo della caduta del muro di Berlino.
“Quest’accordo era passato in sordina, solamente un gruppo di sette o otto contadini che avevano delle terre in quell’area, e che quindi gli sarebbero state espropriate, avevano portato avanti qualche assemblea per capirne qualcosa di più ” racconta Franco Tessari, abitante di Mattarello e autore del blog http://trentomilitarenograzie.blogspot.com/. ” Questo progetto di militarizzazione del territorio nazionale, denominato “progetto Caserme”, costerebbe all’amministrazione provinciale circa 200 milioni di euro, tra permuta dei terreni e costruzione della caserma, entrambi a carico dell’amministrazione provinciale”, ha detto Franco.
La Val d’Adige, già molto compromessa dalle infrastrutture, vedrebbe così altri 47 ettari cementificati. La base verrebbe costruita su un pregiato terreno agricolo coltivato a vite e a piante da frutto e per via del rischio di esondazioni dell’Adige il terreno verrebbe rialzato con migliaia di metri cubi di porfido, causa di emissioni nocive di radon.
Il progetto della base militare è stato deciso senza nessun tipo di confronto pubblico e calato sulla testa della popolazione. Dieci giorni fa un gruppo di abitanti ha manifestato contro i primi lavori per la costruzione della base; 36 di loro sono stati fermati e gli sono stati notificati i reati di «violenza privata, invasione di terreni, interruzione di servizio di pubblica necessità e manifestazione non autorizzata».



