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Anziani italiani: la nuova deriva del “welfare low cost”

A cura di Marzia Coronati • 26 Giugno 2008

E’ stato approvato al Senato ed è in in questi giorni in discussione alla Camera il nuovo ddl sicurezza. Tra le maggiori novità del pacchetto, misure severe di contrasto all’ immigrazione clandestina. Da queste normative potrebbero essere escluse le badanti. Una nuova forma di protezione del cosiddetto “welfare per anziani low cost”?

Il 24 giugno è stato approvato il ddl di conversione del decreto-legge n. 92 recante “misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”, che passa ora alla Camera. Dure le nuove normative in tema di immigrazione: stretta contro i matrimoni di comodo, introduzione del reato di “ingresso illegale”, iscrizione all’anagrafe solo per chi ha un alloggio idoneo, allungamento del tempo massimo di permanenza dei clandestini nei centri di identificazione ed espulsione (nuovo nome dei Centri di Permanenza Temporanea).

Da queste misure, dice oggi il Governo, potrebbero essere escluse le cosiddette badanti. Al progressivo invecchiamento della popolazione italiana infatti il nostro paese sta rispondendo con un incremento massiccio delle assunzioni di colf e badanti. Insomma, al welfare per gli anziani si sta sostituendo il cosiddetto “welfare low cost”. Il Censis ha stimato che sono circa 100.000 gli italiani non autosufficienti che vivono nelle strutture residenziali, gli altri si rivolgono al welfare low cost, assumono cioè badanti, di norma straniere, pagate per assistere l’anziano. Solo nel 2007 i dati indicano 250.000 iscritti all’Inps per lavoro domestico, e secondo prudenti stime, difficili da calcolare a causa della forte presenza di lavoro in nero, sono circa 7-800.000 le persone che lavorano in famiglia.

Secondo indiscrezioni, al governo si sta parlndoa anche della possibilità di un nuovo decreto flussi che consentirà di sanare la posizione esclusivamente di badanti e colf che abbiano presentato la richiesta il 18 dicembre scorso nell’ambito del Decreto Flussi 2007.

“Il problema della badanti è quello di un riconoscimento di uno status lavorativo qualificato come medico e paramedico”, dichiara Roberto Marchetti, dell’associazione badanti Nadiya. “La sanatoria è necessaria, il decreto flussi senza sanatoria non ha senso. Lo Stato dovrebbe capire i disagi delle badanti. Oggi non esistono forme di protezione per loro, così l’assistito che ha in casa la badante che si ammala la vede solo come un secondo problema; la nostra associazione sta dando un alloggio alle badanti malate che non hanno un posto dove andare”.

La regolarizzazioni delle badanti, ha spiegato Marchetti, è poi una reale opportunità di entrate per lo Stato. Solo nella città di Ferrara sono stimate circa 5200 persone di cui solo 2800 sono in regola. Se venissero regolarizzate, lo Stato italiano incasserebbe circa 6 milioni e mezzo di contributi.

Ma la possibile sanatoria per le colf, proposta dai ministri Sacconi e Carfagna, già solleva polemiche. “Una risposta al Ministro Carfagna che si era detta preoccupata per la badante della madre. Una ennesima divisione tra migranti buoni e cattivi. La linea della differenza non si colloca solo tra regolari e clandestini, ma anche tra gli stessi migranti senza documenti”, si legge su Meltingpot, il portale dedicato ai migranti.

 
icon for podpress  Le richieste delle badanti in Italia. Int. con R. Marchetti, ass. Nadiya [6:10m]: Play Now | Download
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