Palestina: sanita` sotto assedio.

Le stime dei malati morti a causa dell’impossibilita` di accedere a cure adeguate parlano di 200 vittime dall’inizio dell’isolamento della striscia di Gaza. Le cronache parlano quotidianamente delle ambulanze fermate ai check point e dell’impossibilita` di approvigionamento sanitario ed energetico per gli ospedali palestinesi, aumenta l’incidenza dei tumori e delle malattie cardiorespiratorie a causa dei lacrimogeni e dei rifiuti tossici che gli israeliani riversano in territorio palestinese. “Le strutture sanitarie palestinesi non sono in grado di rispondere alle crescenti esigenze della popolazione” ha detto ai nostri microfoni Yousef Habash, medico palestinese del Healt Work Committees, a margine di un incontro a Roma organizzato nell’ambito della campagna 2008 anno della Palestina.

L’intervista, a cura di Khaldoun:

AMISnet: com’e` la situazione sanitaria in Palestina, come sta` cambiando?

Yousef Habash: C’e` un cambiamento radicale nella situazione sanitaria palestinese a causa dell’assedio cui e` sottoposta la popolazione a Gaza in Cisgiordania. L’aumento della disoccupazione e della poverta` mette a dura prova la struttura sanitaria ed ormai i servizi offerti dall’Autorita` Nazionale Palestinese sono insufficienti, dato che il numero dei pazienti e` in continuo aumento.
Contemporaneamente a questa situazione la comunita` internazionale punisce il popolo palestinese con l’embargo ed ogni giorno ci sono nuovi decessi evitabili dovuti all’impossibilita` di accedere alle cure: ad oggi si contano 200 morti per questo motivo. A Gaza non entrano farmaci ne` carburanti e questo ha pesanti ripercussioni sui servizi che offriamo alla societa`. Quel che avviene in Palestina e` una chiara violazione dei diritti umani, tra embargo, arresti, uccisioni, sia a Gaza che in Cisgiordania.

AMISnet: Ci puo` spiegare cos’e` la vostra organizzazione e cosa fate in concreto?

Yousef Habash: Noi siamo una rete di comitati dei lavoratori della sanita`. Offriamo servizi sanitari e per lo sviluppo sociale. Gestiamo cliniche fisse e mobili sia a Gaza che in Cisgiordania, abbiamo aperto presidi sanitari e attraverso le cliniche mobili cerchiamo di essere presenti anche nei contesti rurali piu` remoti. Inoltre lottiamo per i diritti dei palestinesi all’interno della nostra societa`, ma anche per i diritti nazionali del nostro popolo e quindi contro l’occupazione: crediamo che il nostro lavoro sia una forma di resistenza. In questo contesto, siamo in rete con altre realta` palestinesi ed internazionali al fine di portare la causa palestinese all’attenzione internazionale.

AMISnet: Dopo l’inizio la seconda Intifada, quella di Al Aqsa, come e` cambiata la situazione sanitaria e la casistica che vi trovate ad affrontare?

Yousef Habash: Dopo l’inizio di questa Intifada si e` resa piu` urgente l’esigenza i farmaci del popolo palestinese. Questo a causa dei metodi repressivi contro l’intifada, a partire dall’uso di armi da fuoco fino ai gas lacrimogeni, che in realta` non sono solo lacrimogeni ma agiscono anche a livello neurologico e influiscono sulla diffusione di alcune malattie tra i palestinesi.
Questi strumenti repressivi sono alla base di un aumento dell’incidenza del cancro, delle malattie cardiache e polmonari. Sulla diffusione di queste malattie incide un’altra questione che non dobbiamo dimenticare, cioe` i rifiuti tossici di ogni genere che gli israeliani sotterrano in territorio palestinese.

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One Comment;

  1. ELISA said:

    HO ADOTTATO A DISTANZA UN BAMBINO PALESTINESE.LEGGENDO LE CONDIZIONI CHE VI SONO IN PALESTINA SONO RIMASTA MOLTO MALE.PERCHè L’UOMO DEVE FARE LA GUERRA?E PERCHè CHI CI RIMETTE è SEMPRE GENTE INNOCENTE?PENSO AL MIO PICCOLO MUNIER E SAPERE CHE VIVE IN UN POSTO DEL GENERE METTE I BRIVIDI.

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