Iraq: il governo non vuole oppositori, sindacalisti sotto attacco.

Trasferiti 8 dirigenti sindacali del settore petrolifero da Bassora a Baghdad, con gravi rischi per la loro sicurezza. Per la federazione dei sindacati petroliferi e` in atto un piano per ridurre al silenzio chi si oppone alle privatizzazioni della principale risorsa iraqena.
Nell’Iraq occupato in cui si discutono gli accordi tra Baghdad e Washington per gli anni a venire, il governo esercita ogni tipo di pressione sui settori della societa`civile che si oppongono all’occupazione statunitense e ai suoi progetti economici. Lo scopo e` anche quello di impedire a questi settori di partecipare al processo politico, anche in vista delle elezioni provinciali previste per l’autunno prossimo.

L’intervista a Sabah Jawad, di Naftana – gruppo di appoggio alla Federazione dei sindacati iracheni del petrolio con base in Gran Bretagna.

AMISnet: Abbiamo ricevuto un comunicato dalla federazione dei sindacati dei lavoratori del settore petrolifero Iraqeno, in cui si denunciavano trasferimenti di lavoratori attivi nel sindacato da Bassora verso altre parti del paese. Nel comunicato si sottolinea, tra l’altro, che questi trasferimenti verso zone particolarmente calde dell’Iraq mettono a rischio la vita dei lavoratori e quindi si configurerebbero come una vera e propria violazione dei loro diritti umani.? Cosa sta`succedendo e quali sono i motivi di questi trasferimenti?

Sabah Jawad: E` vero, l’11 maggio alcuni sindacalisti molto attivi, soprattuto della federazione dei sindacati petroliferi iraqeni, sono stati trasferiti dai loro posti di lavora a Bassora nel sud dell’Iraq alla raffineria di Dora a Baghdad. Questa mossa del ministero del petrolio e` finalizzata soprattuto a fiaccare il movimento sindacale in vista di una politica di privatizzazioni in favore delle multinazionali petrolifere.
4 dei lavoratori trasferiti avevano ruoli elettivi nel sindacato, erano dirigenti della federazione. Questa mossa si pone nel lungo solco di un piano del ministero del petrolio e del governo Iraqeno contro i sindacalisti del settore petrolifero del sud dell’Iraq. Altri passi di questo piano sono stati ad esempio degli avvertimenti arrivati ad altri dirigenti sindacali incluso il presidente della federazione dei sindacati del petrolio Hassan Jumma, o le direttive alla South Iraqi Oil Company che la esortavano a non trattare o cooperare con il sindacato.
Questa situazione va` avanti da molto e noi sospettiamo che in questa politica il governo iraqeno sia sostenuto dall’occupazione americana. Questo e` veramente contraddittorio, infatti il governo iraqeno continua ad applicare la legge sui sindacati di Saddam Hussein, con il pieno sostegno degli americani che sono entrati nel paese proprio con il proposito di abbattere il regime liberticida di Saddam. Dovrebbero iniziare a ridiscutere questa legge, che limita ai sindacati governativi la rappresentanza dei lavoratori, dovrebbero cercare di voltare pagina e iniziare a trattare con i sindacati liberi ed indipendenti dei lavoratori.

AMISnet: A proposito della South Oil Company, una delle agenzie statali che gestiscono le risorse petrolifere del paese, credete che ci sia qualche connessione tra i trasferimenti dei sindacalisti e il recente cambio di gruppo dirigente della Company?

Sabah Jawad: Tra le ragioni dietro il trasferimento del general manager della South Oil Company c’e` il suo profilo: si tratta di una persona molto professionale, e` un progressista che cooperava con il sindacato. Inoltre era contrario alla privatizzazione del settore petrolifero sostenuta dall’occupazione americana e dalla grandi compagnie petrolifere. Questa e` l’unica spiegazione che riusciamo a trovare per il suo trasferimento, chiunque lo conosca puo` testimoniare? che si trattava di un eccellente general manager. E` stato trasferito a Baghdad contro la sua volonta` perch?` si vogliono escludere questo genere di personaggi per facilitare i loro piani sul settore petrolifero iraqeno.

AMISnet: Riguardo alla tempistica dei trasferimenti di sindacalisti e dei dirigenti della South Oil Copany, crede che ci sia qualche connessione con le prossime elezioni provinciali iraqene?

Sabah Jawad: Ci sono molti fatti tra loro connessi, come le recenti operazioni militari degli anglo-americani nel sud del paese a Bassora ed in altre citta` o le operazioni a Sadr City a Baghdad, che evidenziano il tentativo di eliminare l’opposizione all’occupazione e ai pani economici dell’occupazione. Non solo i sindacati del petrolio stanno subendo intimidazioni, ci sono altri sindacati che subiscono trattamenti simili. I sindacalisti mettono in guardia sulla rapina da parte di compagnie multinazionali delle risorse iraqene ed in particolare delle grandi riserve petrolifere di Bassora che costituiscono il tesoro iraqeno. Tutti questi fattori sono parte del piano per implementare l’agenda americana per l’Iraq. Riguardo alle elezioni provinciali che dovrebbero tenersi in Iraq in autunno, vogliono prevenire la partecipazione di alcune forze al processo politico perche` temono una loro larga vittoria. Il governo non vuole un risultano simile, non lo vogliono gli occupanti ne` i partiti di governo che perderebbero le elezioni.

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