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Roma: contro precarietà e speculazioni giovani studenti e precari occupano stabile abbandonato

A cura di Valentina Vella • 13 Giugno 2008

Rivendicare il diritto all’abitare contro precarietà e speculazioni edilizie: con questo obiettivo, nella mattinata, giovani precari, studenti e fuori sede hanno occupato uno stabile sito in Via di Portonaccio, quartiere romano tiburtino/Casal Bertone. L’edificio era vuoto perché abbandonato ormai da 10 anni: uno schiaffo all’emergenza casa della Capitale che ad oggi ha lasciato 50 mila famiglie per strada. Il paradosso è che a Roma ci sono 270 mila case vuote o sfitte.

E che dire degli studenti fuori sede. Sono 100 mila a Roma, ma i posti letto disponibili sono solo 1700. La conseguenza è che se non si rimane senza casa si è comunque costretti a pagare cifre astronomiche per un letto. Contenti ovviamente i proprietari degli immobili che tra evasione fiscale, affitti in nero, e speculazioni varie, si sono arricchiti alle spalle di chi, a casua della precarietà generata dal sistema, non ha avuto la possiblità di comprare una casa o la fortuna di ereditarla dalla famiglia.

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COMNICATO STAMPA

Contro precarietà e speculazioni CASA SICURA con le occupazioni

Oggi 13 giugno occupiamo uno stabile abbandonato da 10 anni in via di
Portonaccio (accanto al deposito Atac).
Siamo student*, fuori sede e giovani precar* stanchi del ricatto della
precarietà, degli affitti alle stelle, delle speculazioni immobiliari.
Insieme alle associazioni, ai centri sociali e ai comitati della zona da
anni siamo attivi nel quartiere con iniziative sociali e culturali, che
rispondono all?assenza di servizi e spazi pubblici.

A Roma su 100.000 studenti fuori sede esistono solo 1700 posti letto!
A Roma ci sono 50.000 famiglie in emergenza abitativa!
A Roma ci sono 270.000 case vuote o sfitte! (dati eurispes)

Non vogliamo più accettare di rimanere a casa con i genitori fino a 40
anni, non vogliamo più accettare qualsiasi lavoro di merda per pagare
400/500 euro per una stanza, non vogliamo più accettare di dover lasciare
Roma e tornare nelle nostre città perchè qui non si riesce a vivere.
A Roma dal 19 al 2007 il prezzo medio di una stanza è cresciuto a ritmi
vertiginosi, schizzando da 228 euro a 410 euro, vale a dire il 75,4% in
più (fonte eurispes).
A Roma è cresciuta un'economia basata sulla rendita e sulla speculazione,
che pesa tutta sulle spalle di migliaia di precari che lavorano e
studiano, producono e consumano.

Per questo oggi ci riprendiamo quello che ci spetta.
Occupiamo in uno dei territori dove le grandi opere calpestano i diritti e
la qualità della vita di chi ci abita. La grande stazione Tiburtina, la
Tav, lo spostamento della Tangenziale, il campus universitario a
Pietralata. Grandi affari per i costruttori, milioni di metri cubi di
centri commerciali e servizi privati.

Occupiamo in un quartiere, Casalbertone, dove le case dello studente
vengono privatizzate e dove gli affitti diventano insostenibili per gli
studenti e per le famiglie. Un quartiere dove la lotta per la casa ha
conquistato diritti per tutti, bloccando le speculazioni e conquistando
servizi pubblici (come nel caso di via De Dominicis e via Pollio).

Occupiamo in connessione con la manifestazione cittadina dei centri
sociali e dei movimenti per il diritto all'abitare, perchè vogliamo
reagire alla strategia della paura e conquistare diritti per stare più
sicuri.
Occupiamo in una città in cui movimenti di lotta per la casa hanno
conquistato in questi anni centinaia di case per precari, famiglie e
migranti, aprendo una vertenza generale sul diritto all?abitare a Roma.
Dopo la conquista della delibera 110 (ancora inapplicata) in questi giorni
è stato conquistato un tavolo in prefettura, tra i movimenti, le
amministrazioni locali e i costruttori, per affrontare l'emergenza
abitativa come problema sociale e non di ordine pubblico. Questa
occupazione vuole essere parte di questo censimento dal basso, che sta
segnalando alcuni di quei 270.000 appartamenti e immobili sfitti e
abbandonati.

Partiamo da questa occupazione per aprire un punto di osservazione e di
inchiesta, uno sportello sulla condizione abitativa dei giovani precari e
degli studenti della zona, per censire gli appartamenti sfitti e per
conquistare il diritto alla casa.

Partiamo da questa occupazione per aprire una vertenza generale sul
destino di tutta l'area della nuova stazione Tiburtina, per conquistare
spazi verdi, attrezzature sportive, servizi sociali al posto del cemento.

Vogliamo lottare contro chi governa le città con il terrore, alimentando
una guerra tra poveri. Non avremo più sicurezza con più polizia,
espulsioni, sfratti e sgomberi.
La sicurezza per cui lottiamo è quella del diritto alla casa, al reddito
garantito, alla formazione, agli spazi sociali e culturali, agli spazi
verdi, alla qualità della vita.

Non c'è sicurezza senza diritti
Un'altra città in movimento

casabertone@inventati.org

Strike/Rete sociale Casalbertone
Collettivi giovanili di Roma
Unders/Blocchi Precari Metropolitani
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