Bush a Roma: Regina Coeli apre le porte a “eventuali sobillatori”

Ultimo tour europeo per il presidente statunitense George W.Bush. Oggi la tappa italiana, e mentre Bush incontra papa Bendetto XVI e Silvio Berlusconi, sfilano nelle vie del centro della capitale i manifestanti contrari alla visita del leader uscente. Contro eventuali sommosse, a Roma è in atto un piano di sicurezza ferreo: diecimila uomini delle forze dell’ordine mobilitati, quartieri blindati, linee degli autobus deviate. Non solo: a sorprendere l’opinione pubblica, il trasferimento d’urgenza di 220 detenuti dal carcere trasteverino di Regina Coeli, per fare spazio a eventuali fermati nel corso della visita.

Durante una visita al carcere il 6 giugno scorso, l’associazione per i diritti dei carcerati “Antigone” è venuta a conoscenza del trasferimento di 220 persone dal carcere di Regina Coeli ad altri istituti penitenziari fuori e dentro il Lazio. I 220 sono tutte persone in attesa di una condanna definitiva, e il 50% di loro è straniero.

Il trasferimento di urgenza cade proprio a ridosso della visita di Bush a Roma, e sembra in linea con la linea dura che contraddistingue il piano di sicurezza messo in atto in occasione della visita del presidente uscente. Decine di linee di autobus deviati, i quartieri di Parioli e Monte Mario blindati, il dispiegamento di oltre diecimila uomini tra polizia, carabinieri e vigili urbani, il blocco degli atterraggi e dei decolli di tutte le aerosuperfici secondarie.

“La decisione preventiva di trasferire tutte queste persone ci preoccupa. Che cosa dovrebbe accadere in questi tre giorni?”, dice ai nostri microfoni Simona Filippi , di Antigone. Il trasferimento, ricorda l’associazione, sta creando disagi all’interno di Regina Coeli, dove persone con tendenze autolesioniste o suicide sono ora costrette a condividere gli stessi spazi. Ai detenuti, per ora, non è stato detto quanto durerà la permanenza nel carcere dove sono stati trasferiti.

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