Nucleare: la falsa propaganda dell’ENEL

L’Italia si guarda indietro e si prepara ad investire miliardi e miliardi di euro in impianti nucleari mai sperimentati, costosi e che faranno lievitare e non diminuire le bollette dei consumatori. In una recente intervista, l’Amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, ha parlato di 3-3,5 mld di euro a centrale. “Si tratta di una cifra non vera”- denunciano le associazioni ambientaliste che invitano a guardare il mercato internazionale per rendersi conto della falsità di tali dichiarazioni. “Conti dovrebbe essere denunciato per aver introdotto nel dibattito italiano elementi falsi – ha commentato il Responsabile delle Campagne di Greenpeace Giuseppe Onufrio -. Sullo stess tipo di tecnologia, infatti, l’Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Eon ha parlato di costi pari a 5-6 mld di euro, facendo tra l’altro riferimento ad impianti che verrebbero costruiti in zone già nuclearizzate. Ma non solo, – continua Onufrio – nel rapporto dell’agenzia statunitense di rating Moody’s si parla di cifre quasi triple, 7mld per 1000 Mw, dunque 12-13mld di dollari per una centrale come quella di cui ha parlato Conti”.

Falsa è anche la notizia che il nucleare ci permetterà di alleggerire le bollette. Lo dimostra il caso USA, dove non ci sono ordinativi da più di 30 anni a causa dei costi eccessivi. Nessuno insomma vuole più investire nel nucleare, nonostante nel 2005 l’amministrazione Bush abbia introdotto nella normativa incentvi per oltre 18 miliardi di dollari fino al 2011: misura che avrebbe dovuto attirare investimenti ma che si è tradotta nella ancora totale assenza di ordinativi da parte delle imprese. Qualcosa dovrà pur signifare.

Siamo insomma vittime di una vera e propria propaganda che dipinge uno scenario irrealizzabile per permettere agli industriali del settore di soddisfare i propri piani finanziari.

Sono almeno sicuri gli impianti? Falso anche questo. O almeno non si può ancora sapere. Il nuovo reattore francese, non ancora in funzione, non ha infatti precedenti dal punto di vista della quantità della radioattività e potenza impiegata nell’impianto. Si tratta di una tecnologia che utilizza ossidi misti di uranio e plutonio ed è la prima volta che viene applicata ad un reattore così grande. Insomma, – commenta ancora Onufrio – “il fatto che sia andata bene con la prima generazione non significa che andrà bene la terza, perché sono impianti diversi la cui sicurezza può essere valutata solo sul campo”.

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One Comment;

  1. Scu' said:

    La politica di confondere il cittadino non informato continua, hanno deciso, non sanne nemmeno loro di cosa tanno parlando ma hanno deciso che l’italia si nuclearizzerà, si sente solo un fruscio di bollette che si abbassano e potenze istallate che variano dal 7al 40% delle richieste italiane, stanno delirando e gli italiani allocchi li seguono.
    La cosa più grave è che investire ora per il nucleare che verrà, anche se dovesse essere realmente economico si prenderà molte risorse economiche che potrebbero essere invece usate per la reale crisi energetica che incombe.

    La tattica è chiara aprire grandi progetti il cui giudizio arriverà tra anni e anni per mascherare il fatto che non si stà facendo niente di utile per l’attuale.

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