Segreto di Stato anche per i siti energetici, il nucleare in agguato

Il segreto di stato anche per i siti energetici: è quanto stabilisce un comma di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri entrato in vigore il primo maggio 2008. Giustificato dalla “salvaguardia dei supremi ed imprescindibili interessi dello Stato”, la norma permette dunque di applicare la formula del segreto di stato anche agli impianti di produzione energetica.

“Un provvedimento molto pericoloso e che va dunque cancellato” ha commentato in una nota l’associazione ambientalista Legambiente che poi ha sottolineato come questa norma metta “molto a rischio la necessaria trasparenza che dovrebbero avere le decisioni in materia energetica, soprattutto alla luce delle dichiarazioni dei vertici del nuovo esecutivo sul possibile ritorno al nucleare nel nostro Paese”.

Il regolamento, firmato dall’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi l’8 aprile 2008, “in attuazione dell’art.39 della legge 3 agosto 2007, n. 124, disciplina i criteri per l’individuazione delle notizie, delle informazioni, dei documenti, degli atti, delle attivita’, delle cose e dei luoghi suscettibili di essere oggetto di segreto di Stato, nonche’ individua gli uffici competenti a svolgere, nei luoghi coperti da segreto di Stato, le funzioni di controllo ordinariamente svolte dalle aziende sanitarie locali e dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.

Il comma sotto accusa è invece il numero 17 dell’allegato, in cui si indica che possono essere soggetti a segreto di stato anche “gli stabilimenti civili di produzione bellica e gli impianti civili per produzione di energia ed altre infrastrutture critiche”.


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