Enlazando Alternativas: uno speciale sui migranti

In questa seconda puntata di Enlazando Radio da la Cumbre de los Pueblos di Lima, uno speciale sulle tematiche migratorie. Frontiere esternalizzate, difficolta’ di accesso al mondo del lavoro, centri di permanenza temporanea. La trasmissione fa parte di un palinsesto di 24 ore al giorno plurilingue trasmesso in streaming dal Foro delle radio (www.forumderadios.fm).

Ospiti della puntata:

Emilio Perucci, Centri Servizi Immigrazione

Matteo Dean, giornalista free-lance

La frontiera europea, lo sappiamo, è una “frontiera assassina”, solo per darvi alcuni dati sono 6000 i morti tra 1998 e 2007 nel tentativo di arrivare alla fortezza europa, 8000 i persi nel mare, 1100 i persi nel deserto, ultima la tragedia della barca di senegalesi che pochi giorni fa, il 28 di aprile, è stata attaccata dalla polizia marocchina: 30 migranti sono morti, tra cui una donna in cinta e due neonati.

Difficolta´anche nel mondo del lavoro: uno tra tutti, il caso dei boliviani in Brasile: il 60% dei 300 mila boliviani che vivono in questo paese sono senza documenti. Sono reclutati dalla Bolivia con la promessa di uno stipendio di 500 dollari al mese quando in verità ne guadagnano 60 o al massimo 100. Sono confinati nelle grandi città, nelle fabbriche, 18 ore di lavoro al giorno, le condizioni pericolose in cui lavorano, la precarietà, l’impossibilità di rivendicare i propri diritti: questa la realtà dei lavoratori boliviani che lavorano soprattutto all’interno di imprese di confezionamento di vestiti di alta moda.

Importante anche la questione dell’accoglienza e dei cosiddetti cpt, i centri di permanenza temporanea. E’ notizia di queste ultime settimane la decisione di trasformare questi centri di prima accoglienza in centri di detenzione: in attesa del processo che dovrà essere celebrato con rito di direttissimo, gli stranieri arrivati senza permesso saranno rinchiusi nelle strutture finora utilizzate per la prima accoglienza.

Gli incontri di questi giorni sul tema dei migranti sono stati un’occasione per confrontarsi su situazioni simili in diversi stati del mondo. Mauricio Tamburini, sindacalista argentino che vive in Barcellona, riporta il caso dei lavoratori rumeni e bulgari in Spagna, che lavarano in nero, una questione che in Italia è più attuale che mai.

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