Boom dei prezzi agroalimentari: i brokers del pane

Continuano ad aumentare in tutto il pianeta i prezzi dei beni alimentari. In Italia i pensionati rubano nei supermercati e a Roma si può arrivare a comprare un chilo di pane per 5 euro. Ma le conseguenze più pesanti si sentono in quei paesi dove la spesa alimentare corrisponde al 90% della spesa totale di un individuo. Tra le cause nascoste di questo boom improvviso, la speculazione finanziaria privata.

I prezzi dei generi alimentari, e soprattutto del grano, sono aumentati praticamente in tutto il mondo; nei paesi più poveri, dove la spesa per il cibo rappresenta il 90% della spesa totale di una famiglia, le conseguenze sono più gravi, e le reazioni più violente. Meno evidenti le reazioni nei paesi ricchi, come gli Stati Uniti, dove è stato calcolato che solo il 15% del reddito di un individuo medio è utilizzato per l’acquisto dei generi alimentari; ma ciò non toglie che l’impennata dei prezzi sta investendo tutte le fasce sociali.

In Egitto il prezzo della farina è triplicato dalla scorsa estate, e gli scontri tra i poveri davanti ai forni più volte sono degenerate in tragedia; l’isola di Haiti il mese scorso è stata teatro di numerosi scontri, negozi e uffici sono stati saccheggiati e incendiati perchè i prezzi di farina, olio e riso sono saliti alle stelle;scontri e manifestazioni di piazza ci sono stati anche in Burkina Faso, Tunisia, Filippine.

Tra le cause diffuse dai media, un sostanziale aumento della domanda a fronte di una diminuzione dell’offerta. Il maggior consumo di carne da parte di India e Cina, la produzione di biocombustibili, l’aumento del prezzo del petrolio che ha avuto ripercussioni sul prezzo del petrolchimico utilizzato per fertilizzare i campi, l’effetto nefasto dei cambiamenti climatici. A queste cause ormai note, se ne sta aggiungendo una nuova: la speculazione finanziaria privata e il il controllo del mercato agroalimentre mondiale da parte di poche potentissime multinazionali.

Secondo gli esperti l’attacco speculativo nell’ agroalimentare è in corso dal 2007, un settore questo in cui c’è garanzia sicura di ricavi. “La speculazione ha squilibrato il mercato, perchè la domanda è drogata da questa richiesta di carattere finanziario, mirata solo alla speculazione”, spiega Enrico Piovesana, Peacereporter. “Il mercato è gestito soprattutto da grandi multinazionali: la Cargill, Continental, Louis Dreyfus, Bunge&Born e Toepfer controllano il 90 percento del mercato cerealicolo globale” continua Piovesana, ” Tutte queste aziende hanno azioni su cui si può investire, ciò consente la finanziarizzazione del settore. Quando il bene è un bene di rifugio è facilmente soggetto a speculazioni, la situazione in questo caso è grave perchè la speculazione può portare a far morire di fame la gente”.

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