Commercio equo: una risorsa per l’ambiente e la dignità delle persone

Il 10 maggio è la giornata mondiale del Commercio Equo, in inglese Fair Trade. I cambiamenti climatici determinati dalle emissioni di gas serra prodotte dai paesi industrializzati sono giunti quasi ad un punto di non ritorno. La soluzione dunque non può risiedere nella sola riconversione dei modi di produrre energie, nelle politiche governative cioè, ma necessita della diffusione di un modo di consumare e commerciare che aiuti e non peggiori questo fenomeno, nel rispetto della natura ma anche della dignità dei lavoratori.

Nonostante questa verità, però, il commercio equo e solidale fa fatica a sopravvivere perché schiacciato dalle politiche neoliberiste, dalle produzioni di massa sradicate dalla terra e regolate dal profitto.

A subire gli effetti del cambiamento climatico non sono però i paesi che l’hanno provocata e che da questi ricavano sviluppo bensì le aree più povere della Terra, prive degli strumenti necessari per difendersi dalla scarsità di cibo e dalle altre conseguenze disastrose determinate dalle desertificazioni, dalla scomparsa delle barriere coralline o da catastrofi climatiche come uragani, alluvioni e inondazioni.

Eppure è proprio dal Sud del mondo che provengono la maggior parte dei produttori equosolidali che spesso tessono, intagliano, compongono e trasformano ancora a mano le proprie creazioni, trasformando così in oggetti unici materie prime altamente sostenibili come, ad esempio, bamboo, canapa, carta di riso e rifiuti.

Qualche notizia positiva però c’è. E’ infatti costantemente in crecita l’attenzione dei consumatori verso questi tipi di prodotti. “Molte organizzazioni di importazione italiane – come spiega la presidente dell’Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale (AGICES) Grazia Rita Pignatelli – stanno accompagnando e sostenendo le comunità dei produttori nelle riconversioni biologiche ed ecologiche delle produzioni agricole ma non solo. La qualità sociale dei prodotti equosolidali, inoltre, sta di anno in anno crescendo mentre l’impatto ambientale a livello locale si sta riducendo”.

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