Lavoro: oltre 1000 morti l’anno, cosa cambierà con il “Testo unico”?

Sono leggermente diminuite le morti sul lavoro nel 2007 rispetto alle 1300 registrate nel 2006. Complice di questo calo l’attenzione mediatica focalizzatata nell’ultimo periodo sul fenomeno che rimane comunque ancora troppo radicato. Oltre alla possibilità di morire o avere un incidente sul proprio posto di lavoro, il lavoratore deve fare quotidianamente i conti con una vasta tipologia di rischi che compromettono negli anni la propria salute, come nel caso di chi per anni è costretto ad operare a contatto con sostanze nocive e cancerogene. Le premesse insomma non sono per nulla confortanti ad un giorno dal primo maggio, la data che ricorda e festeggia il lavoratore. Un primo passo avanti in questo senso potrebbe essere il decreto legge sulla sicurezza e salute sul lavoro approvato recentemente dal Governo e che, riuniti tutti i provvedimenti stratificatisi in molti anni in un Testo unico, si concentrerebbe sull’aspetto preventivo e sulle situazioni di rischio, vale a dire sulle sanzioni della non messa in sicurezza della propria azienda piuttosto che su quelle che scatterebbero dopo il verificarsi di un incidente. In questo caso, infatti, ad agire non è più il Testo unico bensì le normative penali in merito al reato di omicidio colposo. Il testo, che prevede anche la tutela per il lavoro autonomo e non è comunque ancora entrato in vigore, è stato recepito positivamente dai sindacati dei lavoratori ma è invece stato fortemente criticato da quello delle imprese, Confindustria, che ne lamentava le troppe sanzioni. In realtà, rispetto alla legislazione precedente, sono state cancellate 1400 sanzioni mentre altre sono state aggravate ma solo nei casi di rischio concreto e immediato di morte dei lavoratori.

Ascolta le puntate del ciclo Mediasetta sul lavoro e sui diritti dei lavoratori curato da AMISnet.

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