La Bolivia tra referendum e Telecomitalia

Cresce il rischio di spaccatura interna in Bolivia. Mancano pochi giorni al referendum che vorrebbe sancire l’autonomia della regione di Santa Cruz, la più ricca del paese, ma ancora non si sa se si andrà a votare. Voluta da impresari e proprietari terrieri locali, la consulta, prevista per il 4 maggio, è fortemente osteggiata dal governo di Evo Morales che l’ ha dichiarata illegittima. Dietro il quesito referendario si cela infatti il tentativo degli strati più abbienti della Bolivia di cancellare completamente il processo di riforma sociale avviata dal governo. La nazionalizzazione degli idrocarburi, la ripubblicizzazione dei servizi idrici, la riforma agraria…,  tante le scelte politiche che sono andate di traverso alle elites di Santa Cruz. Tra queste c’è anche il progetto recentemente avviato dal governo Morales per riportare la società delle telecomunicazioni sotto il controllo pubblico. Un processo più complesso del previsto che vede tra i principali oppositori una multinazionale tutta italiana: Telecom Italia. Azionista di maggioranza del colosso europeo delle telecomunicazioni ETI, la società controlla il 50 per cento della boliviana Entel principale impresa nel settore nazionale dei telefoni.

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