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Nepal al voto: i primi passi della repubblica himalayana

A cura di Marzia Coronati • 10 Aprile 2008

Il Nepal al voto per la nuova Assemblea Costituente. Il piccolo paese himalayano pone i primi mattoni della nuova Repubblica in un clima elettorale piuttosto teso. Sei o sette gli attivisti morti negli scontri, mentre gli oltre 9000 candidati - tra maoisti, comunisti e partiti minori - attendono il risultato delle elezioni.Sono 17 milioni i nepalesi chiamati oggi 10 aprile alle urne per votare la nuova Assemblea Costituente. Il Parlamento di transizione insediatosi nel gennaio del 2007 adesso sarà rimpiazzato da 601 seggi della nuova Assemblea.
Il Nepal va al voto dopo due posposizioni della data delle elezioni, a causa di violenze e intimidazioni scoppiate qua e là per il paese. La campagna elettorale si è chiusa con l’uccisione di almeno sei o sette attivisti. “Se si guarda al passato però, al periodo dell’insurrezione armata maoista, quando la lotta armata cioè riusciva a bloccare la capitale, impedendo l’accesso alle merci, quando si organizzavano scioperi in cui era vietato circolare per la città, quando le uccisioni di amministratori pubblici e le battaglie violente fatte dall’esercito erano all’ordine del giorno, se si confronta tutto questo con lo scenario attuale, si può pensare che finalmente il Nepal si stia avviando verso una nuova fase”, dice Emanuele Giordana, di Lettera22.

Secondo le proiezioni, i due partiti comunisti - l’unificato Marxista Leninista e il Maoista - dovrebbero confermare o anche aumentare i loro voti; il partito dell’attuale Congresso, di orientamento socialdemocratico, che ha più seggi sia dell’uno che dell’altro partito, dovrebbe rimanere sufficientemente forte, così da fare da ago della bilancia, e poi ci sono una pletora di partiti minori - i candidati erano ben 9000 - che dovrebbero servire a riequilibrare le ali, un ruolo molto importante, “in effetti il timore è quello di una repentina svolta maoista della nazione: un drastico cambiamento potrebbe far fare un passo indietro ai paesi occidentali, inducendoli a tagliare gli aiuti allo sviluppo, che sono fondamentali per il Nepal”, spiega Giordana.

Tra i primi atti legislativi della nuova Assemblea, la formalizzazione della vocazione repubblicana del Nepal. Finalmente per lo stato himalayano è giunto il momento di mettere fine alla monarchia e di iniziare una nuova stagione. Una monarchia che negli ultimi anni era diventata una pessima dittatura, violenta e corrotta. I maoisti sognano l’esilio del re, lui si oppone, ma tutti concordano che il Nepal è ormai una Repubblica.

 
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