Guerra: il giro d’affari di Finmeccanica

prodi guerraNegli ultimi due anni la spesa militare dell’Italia è cresciuta del 24% e ha portato il nostro Paese al settimo posto nella classifica dei venditori di armi nel mondo, addirittura prima di Arabia Saudita, Russia ed India. “Un investimento che pesa sui cittadini per ben 468 € l’anno” – denuncia Walter Lorenzi della Rete nazionale Disarmiamoli! – e che ha permesso alla società Finmeccanica di moltiplicare il suo fatturato. Basti pensare che la spesa statale per la difesa ammonta a 18,2 mld di euro, contro i 16,6 della solidiarietà sociale, i 10,5 di ricerca ed universtià e i 2,9 dei trasporti.

La Rete nazionale Disarmiamoli!, che riunisce le realtà che da anni si battono contro gli strumenti ed i luoghi di guerra in Italia, ha recentemente lanciato una campagna per contrastare questa tendenza politica e dunque il business miliardario di una società per azioni a partecipazione statale, quale Finmeccanica appunto, che per il 33,75% è posseduta dal Ministero del Tesoro.

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