Co2: Enel, più soldi a rinnovabili ma anche a nucleare e carbone
A cura di Valentina Vella • 18 marzo 2008
Aumentano da 4,1 a 6,8 miliardi di euro al 2012 gli investimenti di Enel nelle energie rinnovabili ma restano ancora un quinto di quelli totali così come ancora troppo alti i fondi destinati a carbone e nucleare. Nonostante i passi in avanti, dunque, il nuovo piano industriale 2008-2012 presentato da Enel il 13 marzo a Londra non soddisfa ancora le associazioni ambientaliste. Secondo quanto denuncia Greenpeace, il colosso italiano dell’energia capitanato da Fulvio Conti avrebbe dichiarato di voler investire 6,3 miliardi di euro in nuovi impianti italiani a carbone e 6,8 miliardi nel nucleare sovietico.
Preoccupante l’impatto ambientale ed economico della politica Enel sull’Italia, per la quale l’azienda si augura di raggiungere dal carbone il 50% della quota totale di energia. Il fatto è che, contrariamente a quanto sostiene Enel, il carbone pulito non è pensabile allo stato attuale e “gli impianti di Civitavecchia e Porto Tolle – come commenta in un comunicato il responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace Francesco Tedesco – non saranno in grado di stoccare le emissioni di CO2. Le tecnologie di cattura e sequestro sono infatti ancora immature, troppo costose, e in precoce fase di sperimentazione. Le due centrali immetteranno così in atmosfera circa 20 milioni di tonnellate di CO2 aggiuntivi, quando invece il Paese ne deve tagliare circa 100 per rispettare gli oneri di Kyoto”, la cui violazione si ripercuoterà non solo sulla salute ma anche sulle tasche dei cittadini.
Per quanto concerne invece gli investimenti sul nucleare in Slovacchia, questi riguarderebbero i due vecchi reattori sovietici di Mochovce, contro la cui realizzazione da tempo ormai si batte la società civile. Gli impianti sarebbero infatti privi del cosiddetto guscio di contenimento, un sistema in grado di prevenire incidenti come l’impatto di un aereo. Un rischio riconosciuto anche dalla stessa Enel che di fronte alle critiche si giustifica appellandosi alla scarsa probabilità che un tale incidente possa verificarsi.
Per approfondimenti: Clima: Co2 sottoterra, il nuovo piano Ue per proteggere gli industriali del carbone.



