Afghanistan: 19 punti per uscire dalla guerra.

Una delegazione dei principali forum e coordinamenti di associazioni e Ong afgane, incontra oggi i firmatari di “Afgana“, piattaforma italiana sul conflitto in Afghanistan.
Afgani e italiani, che si erano riuniti nel gennaio scorso a Kabul, sono a Roma per presentare una piattaforma comune in 19 punti per superare il conflitto  e  ridare priorità alla politica rispetto all’ opzione  militare.

Non si può prescindere dalla società civile afgana, se si vuole la conclusione del conflitto. Ne sono assolutamente convinti i firmatari di Afgana, che hanno elaborato insieme alle organizzazioni della società afgana i 19 punti presentati recentemente anche all’ ONU dei Popoli.

Di seguito i 19 punti:

RISOLUZIONE FINALE
DELLA PRE-CONFERENZA DI PACE DELLA SOCIETA’ CIVILE AFGHANA
KABUL, 27 E 28 GENNAIO 2008-02-13

1. Rafforzare il ruolo delle Nazioni Unite, delle organizzazioni non governative e della societa’ civile afgana e garantire il loro rispettivo coinvolgimento nella cooperazione, ricostruzione e riconciliazione nazionale dell’Afghanistan;
2. Evitare infortuni a danni dei civili e compensare le eventuali vittime in rispetto degli standard prescritti dalle leggi internazionali sui Diritti Umani;
3. Sostenere la revisione del mandato Unama in stretta collaborazione con il governo afgano.
Agevolare il termine della missione Enduring Freedom e il mutare le truppe Isaf in una nuova entita’ in cui le Nazioni Unite abbiano un ruolo chiaro e possiedano un mandato che garantisca attivamente la protezione dei civili. La commissione delle Nazioni Unite per la Costruzione della pace dovrebbe definire modalita’ e tempistica del menzionato processo;
4. Rafforzare la presenza italiana nella missione dell’Unione Europea in supporto al rafforzamento delle capacita’ della Polizia Nazionale Afgana, di cui dovrebbe essere accresciuto il numero.
5. Rivedere il sistema dei Team Provinciali di Ricostruzione (Prt). Il ruolo delle forze militari dovrebbe essere chiaramente separato dalla cooperazione civile e le attivita’di ricostruzione;
6. Rafforzare il ruolo dell’Esercito Afgano a livello nazionale, accrescendo la qualita’ del personale e il numero stesso;
7. Rafforzare la partecipazione della popolazione afgana e delle organizzazioni rappresentanti la societa’ civile al processo di ricostruzione della pace che dovrebbero avviare relazioni diplomatiche e prendere parte ai negoziati con tutte le entita’ coinvolte;
8. Una particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai diritti e bisogni delle categorie estremamente vulnerabili e ai gruppi piu’ emarginati. Entrambi le categorie dovrebbero essere coinvolte nel processo di ricostruzione della pace;
9. Rinforzare e ricostruire il ruolo di attori tradizionali come la Jirga, gli Ulema, i Malik e i capi religiosi nel processo di ricostruzione della pace e della politica stessa e nelle negoziazioni con tutte le entita’ coinvolte;
10. Il processo dovrebbe approdare ad una Conferenza Internazionale della Pace, da tenersi entro il 2008 assicurando la partecipazione di tutte le entita’ coinvolte;
11. Avviare e stabilire forum a livelllo regionale costituiti dalle organizzazioni della societa’ civile che possano seguire e far adottare le raccomandazioni di questa conferenza;
12. Supportare e verificare che le raccomandazioni della Joint Peace Jirga vengano rispettate e che la comunita’ internazionale supporti l’intero processo di pace anche coinvolgendo le entita’ facenti dell’opposizione;
13. Cambiare la strategia di riforma del sistema giudiziario, prendendo nella giusta considerazione i diritti umani, l’amministrazione dell’intero sistema razionallizzando i curricula di studio di giudici e avvocati. Coinvolgendo adeguatamente la popolazione, si ritiene necessario inoltre condurre una seria investigazione sui crimini commessi durante, prima e dopo il regime Talebano;
14. Rafforzare il ruolo delle donne nella societa’ civile, prendendo in considerazione I loro bisogni e richieste. Supportare la rete di organizzazioni e i programmi che si adoperano per l’affermazione dei diritti delle donne e le sotengono nella crescita sociale;
15. Supportare un aumento considerevole di fondi stanziati per la cooperazione internazionale e locale e per la ricostruzione del paese. Al momento, il rapporto tra le spese civili e quelle militari e’ di 1:9. Almeno il 50:50 dovrebbe essere raggiunto entro il 2008.
16. Lanciare e seguire programmi di sviluppo esaustivi soprattutto nelle aree di conflitto e nelle zone rurali, dove le organizzazioni che rappresentano la societa’ civile hanno ancora un ruolo significativo e determinante;
17. Favorire il commercio dei prodotti agricoli che l’Afghansitan produce, offrire colture altenative ai produttori di oppio e sostenere i contadini locali;
18. Focalizzarsi e dare priorita’ ai programmi di riabilitazione del paese, come ad esempio lavorare per il miglioramento delle comunicazioni e delle infrastrutture a livello Nazionale;
19. Obiettivo principale rimane garantire alla popolazione intera l’accesso ai piu’ basici diritti umani, ovvero garantire loro diritto all’educazione, alla salute, accesso alle risorse idriche ed alimentari.

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