Spagna al voto: Zapatero in pole position, ma l’astensione è in agguato

Si conclude oggi la campagna elettorale in spagna dove domenica prossima si vota per eleggere il parlamento e il nuovo governo per i prossimi 4 anni. Il premier uscente, il socialista Zapatero, è in vantaggio in tutti i sondaggi, ma la sua rielezione non è scontata.

Il servizio di Carlo Cascione:

È stata una campagna elettorale dura, ma in fin dei conti tranquilla, niente a che vedere con quella di quattro anni fa, dove a tre giorni delle elezioni la Spagna soffrì il più grande attentato della storia europea. In quel caso gli spagnoli decisero di punire il governo uscente, popolare, e affidarono il paese al semi sconosciuto Jose Luis Rodriguez Zapatero. Adesso lo stesso Zapatero affronta il candidato popolare Mariano Rajoy.

In questi quattro anni Zapatero è riuscito solo in parte a differenziare le sue politiche da quelle del governo Aznar:
Ha ritirato le truppe dall’Iraq, prima azione del suo governo.
Ha legalizzato il matrimonio tra omosessuali, scatenando la dura reazione dei vescovi spagnoli, che in queste ultime settimane hanno fatto apertamente campagna a favore della destra.
Ha promosso varie leggi per l’uguaglianza tra uomini e donne, dando l’esempio e formando un governo con lo stesso numero di ministre e ministri.

Diversamente la politica economica è stata assolutamente in continuità con quella dei governi di centro-destra con l’ abbassamento delle tasse e la spesa pubblica contenuta.

Stesso discorso per quanto riguarda l’immigrazione: le frontiere spagnole sono chiuse, cosi come quelle del resto d’Europa. Nonostante questo il candidato popolare Rajoy ha utilizzato il tema dell’immigrazione durante tutta la campagna elettorale, promettendo più sicurezza e escludendo qualsiasi sanatoria.

Le elezioni cadono in un momento in cui l’economia, che per quattro anni ha continuato il suo ciclo espansivo, iniziato nei primi anni ’90, è in un momento di crisi. con 130 mila nuovi disoccupati a gennaio 2008, e un’ inflazione al 4%.

Zapatero potrebbe inoltre pagare il fallimento delle negoziazione con ETA, per terminare una volta per tutte il conflitto nei Paesi Baschi. I sondaggi lo danno in vantaggio di due punti su Rajoy, ma tutto dipenderà da chi riuscirà a mobilitare maggiormente il suo elettorato. I popolari ne sono sicuri, mentre i socialisti temono l’astensione.

Invece Izquierda unida, il partito a sinistra dei socialisti, dovrebbe raggiungere un 5% dei voti, nonostante al sua invisibilità mediatica durante tutta la campagna elettorale.

I risultati si conoscerrano domenica 9 marzo intorno alle 22:00.

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