L’acqua di Colombia

20080229_donna.jpg350 mila famiglie rimaste senz’acqua a causa degli aumenti sconsiderati delle bollette. E’ questa una delle conseguenze del processo di privatizzazione dei servizi idrici avviato in Colombia. Una delle aree più colpite è la capitale Bogotà, dove le famiglie più povere, quando possono permettersi di pagare, sono comunque costrette a ridurre drasticamente i consumi, anche sotto i livelli minimi indicati dall’Onu. In reazione alle politiche neo liberiste attuate dal governo Uribe in molti hanno optato per allacci illegali rischiando denunce, processi e multe salate. Ma il movimento per la difesa dell’acqua pubblica in Colombia ha alzato il tiro, iniziando a raccogliere le firme per un referendum popolare che sancisca il diritto all’acqua all’interno della Costituzione. Un processo complesso che ha già portato alla raccolta di oltre 300 mila sì. In Italia per una serie di incontri con il movimento per l’acqua, Juan Camilo Mira, dell’associazione colombiana Ecofondo, racconta il suo paese e il difficile confronto con le politiche suggerite dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca Mondiale.

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