Radioline: il Cremlino e il mondo

Radioline – di cosa parlano le radio nel mondo

20080227_print_0791.jpgBBC channel 4 – Londra

“Quando ho acceso il computer al mattino sono rimasta esterrefatta. Avevo ricevuto 632 mail, tutte praticamente uguali: voi estoni fascisti non sopravvivrete”. Inizia con una testimonianza apparentemente fuorviante lo speciale “il Cremino e il mondo” realizzato dalla BBC in vista delle elezioni russe.

E’ il racconto di un attacco informatico che ha invaso le caselle postali di mezza Estonia nella primavera del 2007 riuscendo a paralizzare per alcune ore il sistema bancario del paese. Un attacco senza precedenti nella storia, dietro cui molti vedono lo zampino del Cremlino. “A partire dal 2007 diventa difficile parlare di relazioni amichevoli tra la Russia e l’occidente” spiega dai microfoni della BBC Tim Whewell, inviato a Mosca e autore dello speciale radiofonico. “E l’Estonia è uno delle prove più lampanti di quello che qualcuno ha già definito un ritorno alla guerra fredda”. Interamente proiettato verso l’Europa, il piccolo stato del Baltico continua a vivere con difficoltà il rapporto con la minoranza russa che costituisce un quarto della sua popolazione. Quello che più stupisce è però la mancanza di canali diplomatici con il potente vicino di Mosca. “Ha mai parlato di questi problemi con il presidente Putin?” chiede l’inviato Tim Whewell al presidente estone Toomas Ilves. “No” è la risposta del capo di stato, “l’unica volta che un premier russo è venuto qui è stato per una conferenza e non ha avuto tempo per incontrare il nostro premier… doveva andare a pesca”. Un atteggiamento che secondo l’emittente britannica ricorda molto quello dei dirigenti sovietici e che il Cremlino starebbe adottando a tutto campo. L’uccisione di un dissidente russo in un hotel di Londra, i test missilistici, la chiusura del gas all’Ucraina, la Cecenia, il divieto di importazione per il vino della Georgia. Dove ci sta portando il nuovo braccio di ferro tra occidente e Russia? “Abbiamo solo bisogno di un po’ di rispetto e di reciproca comprensione” risponde rassicurante Sergei Prikhodko, consigliere di Putin per la politica estera. “Abbiamo valori diversi ma i tempi della guerra fredda sono finiti, non siamo più avversari, credo”.

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