Exxon Valdez: sarà la Corte suprema a decidere sul disastro di 20 anni fa

20080227_alaskaspill_2.jpgSono passarti quasi venti anni dal disastro della Exxon Valdez, la petroliera che nel 1989 riversò nel mare dell’Alaska 42.000 m³ di greggio causando una dei peggiori catastrofi ambientali dei nostri tempi. Venti anni di processi, sentenze e appelli che hanno visto confrontarsi le popolazioni locali contro il gigante petrolifero della Exxon. Dopo essere stata condannata a pagare 5 miliardi di dollari per i danni provocati alle famiglie colpite dalla marea nera, la multinazionale è riuscita nel 2006 a farsi dimezzare la multa, convincendo una corte federale degli Stati Uniti che, sulla base dei precedenti, la sanzione comminata era sproporzionata.

Una vittoria che alla Exxon non basta. Con un utile netto di 40 miliardi di dollari, la più grande società al mondo tenterà di ottenere una nuova sentenza a suo favore questa volta però dall’ultimo grado di giudizio del sistema americano: la Corte Suprema. Attesa per il prossimo giugno la decisione dei nove giudici potrebbe ulteriormente incrinare il diritto delle popolazioni ad essere risarcite direttamente dalle imprese colpevoli di danni. Una sentenza cruciale per le innumerevoli cause che anche in futuro potrebbero coinvolgere le companies americane. “Comunque vadano le cose” scrive l’organizzazione statunitense Oil Change “le tattiche giudiziarie di Exxon hanno già avuto effetto. Circa 6 mila persone, dei 33 mila pescatori che nel 1989 fecero causa alla multinazionale, sono già morte, senza vedere neanche un dollaro di risarcimento”.

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