Clima: CO2 sottoterra, il nuovo piano Ue per proteggere gli industriali del carbone

centrale a carboneCatturare la CO2, conservarla e stoccarla nel sottosuolo, in cavità naturali o liberate da idrocarburi: è il compito che dovrebbero svolgere i 12 impianti previsti dal pacchetto energia-ambiente adottato recentemente dall’Ue. Uno strumento dietro il quale si nasconde lo zampino delle grandi industrie che, in questo modo, legittimano la conservazione delle centrali a carbone, nascondendosi dietro l’eventualità che in un futuro queste possano essere ad emissioni 0.

L’Ue ha finanziato i 12 progetti di ricerca che hanno l’obiettivo di valutare i rischi ed i costi della teconologia CCS utilizzata in questi impianti. L’esito di tali studi è previsto per il 2015, e nel frattempo si rischia di perdere tempo e risorse. Insomma, se così sarà, potremmo ritrovarci con un ancora più imponente riscaldamento globale ed in più, come successe per il nucleare, con nuove problamatiche legate alla sicurezza degli impianti, alle lotte dei territori che li rifiutano, allo stoccaggio pericoloso, e così via.

Un’eventualità che, vista l’emergenza, risulta inaccettabile ed ingiustificata: un buon piano sulle rinnovabili e l’applicazione seria delle regolamentazioni esistenti in materia di riduzioni, infatti, permetterebbero da soli di far fronte al riscaldamento gloabale senza replicare degli errori. E allora, perché imbarcarsi in progetti con enormi punti interrogativi e non utilizzare le stesse risorse per applicare delle soluzioni possibili, già accertate e sicure?

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