Bangladesh: 900 mila euro per 160 mila bengalesi colpiti dal ciclone Sidr

emergenza bangladesh ciclone sidrHanno raggiunto quota 900 mila euro le donazioni private raccolte dalla rete di Ong AGIRE, impegnata in Bangladesh per aiutare la popolazione ad uscire dallo stato di emergenza generato dal ciclone Sidr, il 15 novembre scorso. Aiuteranno 160mila bengalesi, in particolare le categorie più vulnerabili, coinvolti grazie a quattro diversi piani di intervento. Questo non deve farci dimenticare, però, che le persone coinvolte dall’emergenza sono oltre 8 mln e che dunque ancora molto rimane da fare.

Approfondimenti: Bangladeh: 400 mln di aiuti, ancora troppo pochi e Bangladesh: servono aiuti per 3 mln di sfollati a rischio fame ed epidemie.

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COMUNICATO STAMPA di AGIRE

160.000 BENGALESI SOSTENUTI DAI 900.000 EURO RACCOLTI DA AGIRE PER L’EMERGENZA BANGLADESH.

Partiti i programmi di intervento delle organizzazioni associate in quattro distretti del Paese asiatico.

E’ di 900 mila euro l’ammontare complessivo delle donazioni raccolte da AGIRE e destinate all’emergenza Bangladesh, paese colpito dal ciclone Sidr il 15 novembre scorso. La risposta degli italiani all’appello è stata immediata e massiccia: segno di profonda solidarietà nei confronti di una popolazione duramente provata da una lunga serie di catastrofi naturali.

Il ciclone Sidr si è abbattuto sul Bangladesh con raffiche di vento che hanno raggiunto i 240/km orari e un’ondata di piena che si è spinta per più di 35 km all’interno delle coste. Pesantissimo il bilancio: le stime ufficiali parlano di 8,5 milioni di persone colpite, 3.500 vittime e 800 dispersi, 600 mila case distrutte. Tra le conseguenze più gravi, la distruzione di gran parte dei raccolti stagionali (dal 50 al 95% nelle zone costiere) e la perdita di più di un milione di capi di bestiame e di quote significative degli allevamenti di gamberi. Circa 400 mila ettari della foresta di Sundarban, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, sono stati gravemente danneggiati.

Immediata la risposta di AGIRE, anche grazie alla presenza attiva e consolidata sul territorio bengalese delle sue organizzazioni associate. Agli interventi di prima emergenza è seguita l’elaborazione di un piano di azione per la ricostruzione e la riabilitazione di unità abitative, per il recupero delle aree naturali, il ripristino delle attività produttive locali e la pianificazione di attività di prevenzione delle catastrofi e riduzione dei rischi.

Ancora una volta gli italiani si sono mostrati sensibili e attenti, rispondendo con generosità al nostro appello per il Bangladesh», ha dichiarato Marco Bertotto, direttore di AGIRE. «Le donazioni raccolte hanno permesso alle organizzazioni non governative di AGIRE di intervenire con tempestività nelle ore immediatamente successive al disastro e nei prossimi mesi consentiranno alle comunità locali di riattivare le proprie attività economiche, riparare le abitazioni danneggiate e tornare a vivere in condizioni normali e dignitose.

Gli interventi che le organizzazioni di AGIRE realizzeranno nei prossimi mesi coinvolgeranno oltre 160 mila persone, in particolare le categorie più vulnerabili (donne in gravidanza, disabili, orfani e anziani). Circa 20 mila persone riceveranno licenze di pesca, attrezzi agricoli e sementi stagionali, saranno remunerate per lavori di ricostruzione (“cash for work”) e parteciperanno a corsi di aggiornamento professionale per allevatori di gamberi, estrattori di miele e impagliatori. Circa 450 unità abitative saranno ristrutturate o completamente ricostruite. L’area protetta del Sundarban sarà rivalorizzata, anche attraverso la piantumazione di 5 mila mangrovie che permetteranno alle popolazioni locali di riattivare le iniziative economiche e turistiche connesse. I progetti delle 5 organizzazioni di AGIRE si svilupperanno nelle zone più colpite dal ciclone Sidr, ovvero i distretti di Barguna, Bagherat, Patuakhali e la zona forestale di Sundarban.

« Gli italiani hanno premiato un sistema, quello delle organizzazioni non governative, che garantisce rapidità, efficacia, qualità degli interventi e capacità di coinvolgimento delle comunità locali. I donatori potranno essere costantemente aggiornati sull’andamento dei progetti e sull’utilizzo dei fondi raccolti da AGIRE visitando il sito www.agire.it. A garanzia di massima trasparenza, infine, tutti i progetti saranno soggetti a valutazioni esterne condotte da esperti indipendenti e società di revisione contabile» conclude Marco Bertotto.

Per informazioni www.agire.it

per donazioni:

conto corrente bancario: “AGIRE PER IL BANGLADESH” (IBAN: IT 20 C 02008 01768 000041106582)

conto corrente postale n° 85593614 intestato a AGIRE

Causale Emergenza Bangladesh

Ufficio Stampa AGIRE – Agenzia Italiana Risposta Emergenze

Alberto Bobbio

INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione

Cell. 335 – 1097277

a.bobbio@inc-comunicazione.it

PIANI DI INTERVENTO DELLE ORGANIZZAZIONI DEL NETWORK AGIRE

Action Aid International, presente dal 1983 in 21 aree del Bangladesh con uno staff locale di 150 persone e 89 organizzazioni partner, interverrà con i fondi di AGIRE per garantire i bisogni indispensabili in termini di nutrizione e abitazione a 235 unità familiari nel distretto di Bagerhat. Nei primi due mesi di soccorso, ActionAid ha distribuito 514 kit di vivande a 135 unità familiari vulnerabili, composte soprattutto da donne (vedove, donne in stato di gravidanza e in allattamento), orfani e persone anziane ( in totale 675 persone). Nei prossimi 7 mesi, l’organizzazione costruirà alloggi permanenti con i servizi sanitari a 100 unità familiari (500 persone), garantendo standard adeguati per la prevenzione del rischio contro eventuali futuri disastri naturali.

Save the Children è presente in Bangladesh dal 1972. Dal primo giorno del disastro è sul campo per portare aiuto e supporto immediato a più di 100 mila bambini e alle loro famiglie: cibo, acqua, medicinali, nonché ricostruzione di abitazioni, scuole e cliniche e opportunità economiche per rimettere in moto l’economia familiare delle comunità e dei sistemi sociali colpiti dal ciclone Sydr. Con i fondi raccolti dall’appello di AGIRE, Save the Children coprirà parte delle necessità alimentari di 6000-8000 persone, attraverso la fornitura di voucher per l’acquisto di beni essenziali e la remunerazione di 1250 capi famiglia per lavori di ricostruzione (“cash for work”). Garantirà inoltre l’appoggio a 1500 contadini per il ripristino delle proprie attività generatrici di reddito e svilupperà attività per la riduzione del rischio e dell’impatto delle catastrofi naturali nei distretti di Bagherat, Barguna e Patuakali, in particolare producendo materiali didattici destinati ai bambini.

Terre des hommes, presente in Bangladesh dagli anni ’70, interviene nel distretto di Barguna con programmi di sostegno alle componenti più vulnerabili della popolazione colpita dal ciclone. Anche alla luce dell’arrivo dei mesi invernali, Terre des Hommes intende sopperire alla mancanza di coperte e capi di vestiario in grado di proteggere dal freddo. Nei primi due mesi del 2008 verranno distribuiti vestiti a 20 mila bambini e coperte a 6.500 famiglie. L’intervento prevede inoltre la ricostruzione di 150 case. L’identificazione delle famiglie più bisognose e la realizzazione delle attività avverrà in coordinamento con i partner locali e con le autorità civili della zona.

Il VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo in una prima fase dell’intervento ha dato risposta in tempi rapidi ai bisogni primari delle popolazioni colpite dal ciclone Sidr attraverso attività di prima emergenza. In particolare ha fornito generi di prima necessità, alimentari e medicinali per circa 1.300 persone nei distretti di Bagherhat e Borguna. A questa azione se ne affianca una seconda, orientata a contribuire a ristabilire normali condizioni di vita per le popolazioni colpite dalla calamità. In particolare si prevedono interventi di riabilitazione e ricostruzione che interessano almeno 100 famiglie. Ove possibile, l’attività sarà condotta dagli stessi beneficiari ai quali verranno forniti assistenza, materiali e attrezzature tecniche.

Il WWF Italia si occuperà di uno dei più importanti ecosistemi forestali del mondo, l’area delle Sundarban, dichiarata dall’UNESCO World Heritage Site, su cui il ciclone ha avuto un impatto disastroso. L’intervento si concentra sulla ricostruzione di una porzione della foresta di mangrovie e sul sostegno alle famiglie che vivono grazie alla foresta e alle sue inestimabili risorse (in particolare raccoglitori di miele, taglialegna e pescatori). Dopo aver provveduto alle esigenze di prima necessità per la sopravvivenza di 150 famiglie, WWF si propone di favorire il riavvio delle attività economiche. Tale obiettivo verrà raggiunto grazie alla fornitura degli strumenti e dei mezzi perduti (barche, reti, gabbie) e l’assistenza per un anno ad attività di ricostruzione delle piccole attività imprenditoriali bruscamente interrotte dall’avvento del ciclone, re-indirizzandole verso una gestione sostenibile delle risorse da cui le attività dipendono. Contemporaneamente, in collaborazione con il locale Dipartimento Forestale del governo, verrà avviato un lavoro di sensibilizzazione sulla gestione in coordinamento delle situazioni di emergenza causate da calamità naturali, frequenti nella regione a causa delle sue specificità geografiche.

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