Guerra: 7 anni a 13 pacifisti, primo marzo in piazza contro decreto missioni
A cura di Valentina Vella • 29 gennaio 2008
Il Patto permanente contro la guerra, il movimento dei movimenti contro la guerra in Italia, dà appuntamento il primo marzo per un corteo nazionale contro il decreto legge di rifinanzaimento delle missioni mlitari all’estero, recentemente approvato dal Governo. Decreto su cui Verdi, Prc e Pci si sono astenuti e che entro 60 giorni approderà in Parlamento, Camera e poi Senato.
La manifestazione si terrà proprio in concomitanza del periodo dei voti ed è stata uno dei punti all’ordine del giorno dell’Assemblea nazionale del Patto permanente contro la guerra che si è tenuta domenica a Roma. Una volta decisa la data, questi giorni serviranno adesso all’organizzazione tecnica del corteo.
Prossimo appuntamento del patto è previsto il 5 febbraio a Roma e sarà affiancato da numerose assemblee cittadine lungo l’Italia.
Ma non è solo la politica estera del Governo a dover impressionare. E’ di ieri, infatti, la notizia della condanna a 7 anni per “resistenza aggravata” per 13 imputati che, il 13 maggio del 1999, in Piazza a Firenze, parteciparono, insieme ad altre 3000 pacifisti, al corteo contro la guerra nei Balcani. E’ da sottolineare poi che la sentenza è andata ben oltre le richieste del PM e così “colpisce tutto il movimento contro la guerra oltre che minacciare il diritto al dissenso”. 13 condanne che si affiancano alle numerose altre, anche se meno severe, tra cui quelle a danno di manifestanti che quel giorno protestarono a Roma per gli stessi motivi.
In tutto questo, la risposta partecipata della società civile si mostra però il rovescio positivo. Lo ha dimostrato il bilancio delle azioni contro la guerra tenute dal Patto permanente nella giornata di azione globale del 26 gennaio, in occasione del World Social Forum 2008. Questo è un altro punto di cui ha discusso, domenica in Assemblea, il movimento, soddisfatto per le oltre dieci azioni contro la guerra tenutesi in ogni parte d’Italia, lì dove ogni giorno si combattono le battaglie territoriali contro le basi USA e le bombe nucleari, da Vicenza e Gheti, a Catania. Bene anche per le firme per la proposta di una legge d’iniziativa popolare contro guerre e servitù militari, portata avanti dal Comitato promotore per la legge costituito da alcune realtà interne al Patto, tra cui la Rete nazionale Disarmiamoli, il Comitato di smilitarizzazione di Sigonella, la Rete di Lilliput. Dovrebbero essere oltre100mila le firme raccolte al 26 gennaio, ma sarà dopo il 10 febbraio, giornata in cui il comitato si incontrerà a Roma, che si saprà qualcosa in più sul numero effettivamente raggiunto.



