Amisnet : Informazione Sociale Quotidiana

[Un nostro sponsor...]

WSF 2008: come reagire alle nuove tendenze dell’economia globale?

A cura di Valentina Vella • 24 Gennaio 2008

agricoltoreLa povertà, le diseguaglianze ed i sorprusi nel mondo continuano ad aumentare. Non è una novità. Il perché è da ricercare nel processo di globalizzazione che ha superato le tradizionali logiche della politica nazionale, già di per sé inefficace. Combattere questi fenomeni, insomma, significa combattere le politiche neoliberiste di cui sono frutto. Per questo l’evento che dal 2001 unisce ogni anno i movimenti di lotta sociale nel mondo, il World Social Forum, ha scelto questo comune “nemico” da sconfiggere. Le istituzioni politiche hanno ormai lasciato il posto a quelle finanziarie nel ruolo di veri attori protagonisti nella società globale. In questo spostamento dalla dimensione politica a quella economica, più sfuggente e autoderminante, i movimenti e le lotte nei territori devono così a ragione focalizzare le loro pressioni non più su ministri e presidenti ma su manager, multinazionali e colossi finanziari.

In una società globale in cui è l’economia a determinare ogni cosa, occorre poi fare i conti con altre due nuove preoccupanti tendenze: “da una parte, - come spiega Antonio Tricarico della Campagna per la riforma della Banca mondiale (CRBM) - quella verso le grosse concentrazioni soprattutto nel settore delle grandi distribuzioni con impatti enormi sulla economia mondiale reale e, di contro, quella addirittua di utilizzare gli aiuti allo sviluppo per aprire nuovi mercati”.

Facciamo qualche passo indietro. 60 anni fa nasceva un’agenzia globale per lo sviluppo e la lotta contro la povertà, la Banca mondiale (formata da IBRD, IDA, IFC, MIGA ed ICSID): l’unico soggetto finanziario che avrebbe dovuto funzionare da equilibratore del mega meccanismo economico e dunque rimediare agli squilibri tra paesi, gruppi ed inidivdui schiacciati dalla logica del commercio globale. Nulla di tutto ciò è accaduto. La Banca modiale si è al contrario dimostrata essere uno spauracchio, presente solo sulla carta e sotto il controllo in realtà dei Paesi ricchi, a sua volta paradossalmente vittime delle pressioni dei grandi sistemi finanziari. Inoltre, gran parte delle sue politiche sono incentrate ad una promozione dello sviluppo e ad una crescita economica legata al settore privato e a discapito dei piccoli agricoltori. Dunque qualcosa non funziona. In questo senso, - ancora Tricarico - “occorre capovolgere questa impostazione e capire dove e come indirizzare i finanziamenti”. Dal 1996, la Campagna per la riforma della Banca mondiale, che riunisce numerose associazioni e ong italiane, preme per un cambiamento di questo istituto, nella continua ricerca di un modello soddisfacente e adeguato alle nuove tendenze al fine di ridistribuire con equilibrio le ricchezze tra il Nord e Sud del mondo.

“La CRBM - spiegano gli stessi soggetti promotori - lavora per una democratizzazione ed una profonda riforma ambientale e sociale delle istituzioni finanziarie internazionali che rimangono i principali responsabili dell’iniquo processo di globabblici e privati dal Nord verso il Sud del mondo, in solidarietà con le comunità locali che li vivono in prima persona ed all’interno di numerlizzazione che viviamo, con un’attenzione particolare agli impatti ambientali, sociali, di sviluppo e sui diritti umani degli investimenti puose reti della società civile internazionale”.

 
icon for podpress  Antonio Tricarico della CRBM. Nuove tendenze mondiali, modifica della BM e WSF 2008. Intervista di V.Vella. [5:47m]: Play Now | Download

Leave a Reply