WSF 2008: l’oscura storia di Sigonella

sigonellaDiversi i punti oscuri che ruotano intorno alla storia della base militare statunitense di Sigonella, ribattezzata la “base della morte”. Negli ultimi anni, in particolare dal 2000, si sono poi intensificati i piani di espansione della base: i Mega II, Mega III e Mega IV per il potenziamento del suo oltre 80% ed un valore di ben 525 milioni di dollari. La vicenda inizia però nel 1984, in seguito alla misteriosa caduta di un C 141-B “Starlifter” dell’US Air Force, precipitato nella contrada di Biviere, alle porte di Lentini. Nello stesso periodo incomincia a prendere vita la lotta di alcuni movimenti siciliani contro il sempre più forte ruolo della base nel percorso di militarizzazione della Sicilia. Ruolo che s’intensifica nonostante gli effetti killer di cui sono vittime gli stessi cittadini delle zone locali, in particolare quelle di Lentini, Carlentini e Francofonte; zone in cui sarebbero diventati sempre più numerosi i casi di tumore al sangue da contaminazione nucleare, ed il cui legame con quanto accade a Sigonella sarebbe proprio emerso in occasione di quell’incidente del luglio ’84.

I nuovi progetti di espansione, inoltre, prevedono l’installazione nella base del MUOS, un nuovo sistema radar che a causa delle massicce microonde emesse potrebbe innescare le testate nucleari che si pensa sarebbero ancora presenti nella base. Un programma da 3,26 miliardi di dollari che sarà completato entro il 2011.

Allo stato attuale, niente sui casi di morte e presenza di testate e scorie nucleari è stato smentito o confermato, a dimostrazione che qualcosa da nascondere di sicuro c’è. Così come non esiste alcun piano di sicurezza della protezione civile da mettere in pratica in caso di eventuali incidenti. Ancora una volta, insomma, il silenzio si conferma la strategia vincente.

Contro tutto questo, ATTAC Sicilia ed il Comitato di smilitarizzazione di Sigonella danno appuntamento a Scordia, alle ore 9:30, con una delle inizitive in programma per il Global Action Day del 26 gennaio. Il concentramento sarà in Piazzetta Michele Amari con un corteo che attraverserà le strade principali della città e si concluderà, alle 12:00, con un’assemblea popolare in Piazza Regina Margherita. “Con questa mobilitazione – spiega Alfonso di Stefano del Comitato di smlitarizzazione di Sigonella – denunciamo questa funzione di morte della base ma, in positivo, ci battiamo per la smilitarizzazione di Sigonella ed una sua riconversione in aeroporto civile internazionale. A casua delle “servitù militari”, infatti, contro le quali è in corso una raccolta fime per una legge d’iniziativa popolare, è bloccato lo sviluppo dell’aeroporto di Catania, perché il radar che coordina i voli civili è lo stesso di Sigonella”. Ecco come l’interesse militare riesce a sovrastare quello di milioni di cittadini.

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