Libia: violazione dei diritti umani dei migranti
A cura di AMISnet • 10 Dicembre 2007
La Libia è stata su più fronti denunciata dalle associazioni umanitarie come uno dei Paesi violatori dei diritti umani nel mondo. In particolare, - denuncia Amnesty International nel suo rapporto 2007 - “sono state espresse continue preoccupazioni sul trattamento di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Stranieri arrestati perché sospettati di essere migranti irregolari, stando alle fonti, hanno spesso subito abusi durante la detenzione, come percosse, e sono stati espulsi collettivamente senza aver diritto a un avvocato o a una valutazione dei loro casi individuali. A novembre, in occasione di un congresso euro-africano sulla migrazione e lo sviluppo tenutosi a Tripoli, le autorità libiche hanno annunciato di aver aumentato in maniera significativa il rimpatrio dei migranti. Dall’inizio dell’anno fino al 6 novembre erano state deportate circa 50.000 persone, rispetto a meno di 5.000 persone nel 2004”.
A cura di Marzia Coronati.
La Libia è infatti un punto di transito dei migranti provenienti da vari paesi dell’Africa, come Ghana, Eritrea, Etiopia, Somalia, che cercano di raggiungere l’Europa. Il percorso a ostacoli inizia dai viaggi attraverso il deserto per entrare in Libia, una volta raggiunto il paese poi il rischio di essere arrestati e espulsi è grande; infine, chi sopravvive a queste imprese, dovrà prepararsi al viaggio in mare, e all’accoglienza in Europa. Una ventina di carceri etniche per un totale di 60000 detenuti, tre volte circa i 22000 migranti trattenuti in Italia, 14.500 persone abbandonate in mezzo al deserto lungo la frontiera libica dal 1998 al 2003, questi sono solo alcuni dei dati riportati da un recente studio pubblicato da Fortress Europe, il blog che da anni segue le vicissitudini delle rotte dei migranti. Frontex , l’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, pubblica rapporti che rimangono segreti, tace sulle pratiche di maltrattamenti e di pestaggi portati avanti dalle autorità libiche e denunciati più volte da diverse ong, e oggi chiede anche alla Libia di farne parte. Non solo, l’Unione europea ha offerto al paese anche l’istallazione di un sistema di sorveglianza elettronica lungo la sua frontiera meridionale. L’Italia, d’altronde, fa anche di più: nel 2003 Roma spedisce oltremare gommoni fuoristrada mute da sub binocoli e mille sacchi per cadaveri. Secondo il rapporto della Missione europea in Libia del 2004, tre dei centri di detenzione libici sono stati finanziati dall’Italia.
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