Colombia: la dittatura di Uribe, ancora arresti per i dirigenti contadini
A cura di Valentina Vella • 29 Novembre 2007
Continuano le repressioni attuate dal Governo colombiano di Uribe sull’ACVC, l’associazione contadina che da anni lotta contro lo sfruttamento minerario, la svendita delle riserve naturali colombiane alle multinazionali straniere e le privatizzazioni delle terre e delle fonti d’acqua.
Una battaglia per i diritti umani fondamentali pagata a duro prezzo, e che dall’ottobre scorso ha portato ad altri 18 arresti a danno dei dirigenti dell’associazione. L’accusa è di “ribellione”, comparabile al nostro reato di “banda armata”.
Smantellando l’associazione, quindi, Uribe tenta di fermare la lotta del popolo. Tra arresti, morti e soprusi, però, un dato positivo c’è: fare i propri interessi per il dittatore è diventato sempre più difficile; ed il merito va alla stessa ACVC che, con il sacrificio degli uomini che la rappresentano, sta riuscendo a raccogliere sempre più consensi tra la popolazione. A dimostrarlo, la partecipazione registrata in occasione della mobilitazione campesina dell’11 e 12 ottobre in Colombia.



