Carcere: dal 1° dicembre sciopero della fame contro l’ergastolo

“Si può uccidere un uomo in tanti modi, torturandolo, impiccandolo, alla sedia elettrica ma lasciarlo morire lentamente con la pena dell’ergastolo è qualcosa di più mostruoso”: sono le parole con le quali i “Detenuti ergastolani in EIV del carcere di Nuoro” esprimono la loro condizione. Condizione contro la quale, insieme ad altri ergastolani d’Italia, hanno deciso di protestare il prossimo primo dicembre con uno sciopero della fame per l’approvazione di un disegno di legge che abolisce l’ergastolo.

Il disegno di legge già esiste e a presentarlo sono stati i Senatori Maria Luisa Boccia, Di Lello Finuoli, Gaggio Giuliani e Russo Spena. Si basa sul principio secondo cui “la pena dell’ergastolo – ancora prevista dal nostro sistema penale, a differenza degli ordinamenti della maggior parte dei Paesi europei – comporta in primo luogo una palese violazione del principio di umanità della pena di cui all’articolo 27, terzo comma, Cost., nonché nella misura in cui analogamente alla pena capitale, cui del resto il diritto romano assimilava l’ergastolo – priva il condannato per sempre del suo status inalienabile di persona, come tale parte dell’ordinamento giuridico e temporaneamente assoggettabile a misure privative delle libertà personale, legittime unicamente nella misura in cui siano funzionali al reinserimento sociale del reo”. Insomma, secondo la nostra Costituzione, e così dovrebbe essere nel pensiero di ognuno, il carcere deve avere un ruolo educativo e non deve essere un semplice parcheggio in attesa della morte. Ed il fatto che uno Stato non sia in grado di garantire questo non può giustificare, in nome del rispetto di un diritto alla sicurezza di una persona, la violazione del diritto di un’altra.

Realizzarlo è difficile, certo. Consapevoli gli stessi ergastolani, rassegnati, molti dei quali al punto da chiedere con una lettera al Presidente della Repubblica italiana di tramutare la loro pena dell’ergastolo in quella di morte. Una richiesta che dovrebbe far riflettere sulla morte della speranza che in loro stessi il carcere ha già provocato.

One Comment;

  1. Denis said:

    certo… peccato che gli ergastolani siano delle persone che hanno eliminato ogni diritto di libertà ad altre persone!
    Loro hanno tolto la vita a una o più persone… che in questo mondo non torneranno mai più… neanche se lo stato crea altre mille leggi…
    La libertà di un uomo finisce dove inizia quella degli altri! Se un uomo non rispetta il diritto all’esistenza di un’altra persona non ha più alcun diritto a chiedere libertà!
    Se gli ergastolani ci tenevano ad esser degli uomini liberi avevano solo da pensarci prima di non uccidere!
    si xke loro hanno UCCISO!
    prima UCCIDONO e poi vogliono dei DIRITTI? Andassero a quel paese altro che libertà.

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