Bangladesh: 400 mln di dollari in aiuti, ancora troppo pochi

Ammontano a 400 milioni di dollari gli aiuti promessi alle vittime del ciclone Sidr che ha colpito il Bangladesh questo mese, lasciando oltre tre milioni di persone senza casa ed oltre 6 a rischio epidemie per mancanza di acqua pulita e cure mediche. Di questi aiuti, 100 milioni provengono dai Paesi donatori e 250 dalla Banca Mondiale. Il Governo italiano è a quota 3 milioni di euro.
Si tratta comunque ancora di “cifre promesse e non ancora erogate” – precisa Gianni Rufini, uno dei membri del comitato etico dell’agenzia umanitaria AGIRE, “e la cui differenza, come ci insegna la storia, è a volte colossale, come accadde per l’Afganistan o piuttosto per il terremoto del Bam, in Iran, per il quale arrivò un decimo della cifra promessa. Inoltre, bisogna anche verificare quando questi soldi arriveranno”. Il Paese quindi conta soprattutto sulle proprie forze: poche visto che il Bangladesh è un Paese povero.

I 400 milioni sono quindi per Rufini una “risposta tiepida” e la cui evoluzione dipende molto dagli aiuti privati e dal risalto che i media internazionali daranno all’emergenza. Una “risposta tiepida rispetto a quello che è ormai il comune metro di valutazione”: la tragedia dello Tsunami, che tutti ricordiamo e per la quale arrivarono 14 miliardi di dollari di aiuti, di cui 5 da privati, in tempi da record. “La maggiore o minore visibilità di un disastro sui grandi mezzi di comunicazione – spiega infatti Rufini – determina sia la velocità che l’entità della risposta internazionale”. L’affievolimento graduale dell’attenzione dimostrata dalla stampa internazionale sull’emergenza del Bangladesh potrebbe far sì che dei 400 milioni di dollari promessi ne arrivino molti di meno. Eppure “il disastro del Bangladesh è sì di portata minore ma non così tanto da determinare una tale differenza”.

Per quanto riguarda, infine, le cifre relative alle vittime fornite dal governo di Dacca, allo stato attuale sarebbero 3.033 i morti, 1.724 i dispersi e 29.000 i feriti, oltre 3 milioni i profughi ed in totale 6,7 milioni le persone colpite dal disastro ed ora a rischio fame ed epidemie. Superano poi il milione le case distrutte, mentre 650.000 ettari di coltivazioni sono devastati.

Ne parliamo con Gianni Rufini, esperto in aiuti umanitari e membro del comitato etico di AGIRE. Intervista di V. Vella.

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