Acqua: italiani primi consumatori al mondo di acqua in bottiglia

Proseguono i preparativi dei Movimenti per l’acqua per la manifestazione del primo dicembre contro la privatizzazione della risorsa idrica e a favore di misure che ne riducano gli sprechi. Intanto, domani alle ore 10:30, il Coordinamento romano Acqua Pubblica ed il Comitato in difesa dell’Aniene saranno davanti agli uffici dell’Acea, a piazzale Ostiense 2, per un presidio contro gli “ulteriori prelievi idrici voluti da Acea-Ato 2”. Un obiettivo, quello della ripubblicizzazione dell’acqua, che in Italia ha molti ostacoli da superare, primo fra tutti la stessa mentalità degli italiani, primi in Europa in quanto a spreco di acqua ma anche primi nel mondo in quanto a consumo di acqua minerale: 12 miliardi di litri all’anno, in pratica una bottiglietta da mezzo litro a testa ogni giorno. Un business enorme in mano sopratutto alle multinazionali.

A vendere acqua in Italia sono sopratutto le multinazionali, la Nestlè/ Sanpellegrino e i suoi marchi giocano la parte del leone, seguite dalla San Benedetto, dal gruppo Ferrarelle/Danone e Rocchetta/Uliveto. Grandi aziende spesso di proprietà straniera che vendono una risorsa naturale del nostro paese. Quanto pagano per lo sfruttamento delle acque? Spesso solo l’affitto del terreno in cui si trova la sorgente, ad esempio la Uliveto spende sui 20.000 € l’anno. Il solo smaltimento delle bottiglie di plastica mediamente costa alle regioni più di quanto esse incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti.
Viene prelevata una quantità enorme d’acqua che per arrivare sulle nostre tavole deve essere imbottigliata e trasportata, con tutto il carico d’inquinamento e rifiuti che ne consegue.
Acqua che costa fino a 3000 volte più dell’acqua degli acquedotti e che spesso è anche di qualità peggiore. Eppure sempre più italiani preferiscono pagare di più ed andare a comprarla al supermecato piuttosto che aprire il rubinetto di casa. Merito di una pubblicità martellante e spesso ingannevole, che ogni giorno ci parlano di acque della salute o che fanno dimagrire, rendono più atletici o più belli. In realtà le acque in bottiglia potrebbero essere preferibili per persone con carenza o eccesso di un particolare minerale, ma comunque non sono molto differenti o migliori dell’acqua del rubinetto.

Nella sesta tappa della rubrica Il Contagocce, realizzata da AMISnet in collaborazione con il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, affrontiamo proprio questo primato degli italiani che favorisce le multinazionali.

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