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Acqua: basterebbe poco per ripubblicizzarla ma l’italia non lo fa

A cura di Valentina Vella • 22 Novembre 2007

Gli sprechi domestici e l’uso inflazionato di acqua in agricoltura ed industria hanno reso la risorsa idrica un bene sempre più raro e per questo appetibile alle imprese che la vogliono così privatizzare per ricavarne profitto. Ma l’acqua è anche, come il cibo, un bene primario e fondamentale per la vita. La sua privatizzazione mette quindi nelle mani del mercato la vita di miliardi di persone, acuendo ulteriormente il divario tra Sud e Nord del mondo. Per questo, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha sempre posto come obiettivo primario della sua battaglia proprio quello della sua ripubblicizzazione.

In Italia questo processo potrebbe iniziare da una ripubblicizzazione dell’acqua lì dove è stata privatizzata e da una gestione pubblica dei servizi. Per farlo, basterebbe destinare a questo scopo il 4% delle spese militari, arrivate con la Finanziaria di quest’anno a quota +11%. Nella terza tappa del Contagocce affrontiamo proprio questo argomento insieme a Marco Bersani di Attac Italia.

A rendere le cose ancora più difficili è il DDL sui servizi pubblici presentato quest’anno dal Ministro per gli Affari regionali Linda Lanzillotta. Quest’ultimo non propone nè una moratoria delle privatizzazioni in corso nè la ripubblicizzazione dell’acqua, prevista nel programma dell’ Unione.

 
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