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Giù le mani dalla Bolivia. Occupata la sede Telecom di Roma

A cura di iris • 14 Novembre 2007

Roma. Nella mattinata di ieri alcuni attivisti di movimenti sociali hanno occupato la sede della Telecom di Roma, in segno di solidarietà con il popolo boliviano,vista la richiesta della Telecom di istruire una causa contro il Governo di Evo Morales davanti al CIADI (Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie relative agli Investimenti, interno alla Banca Mondiale).

L’azione ha avuto come finalità quella di ottenere che la Telecom rinunci immediatamente alla domanda di arbitraggio, rispettando la volontà sovrana del Governo boliviano, che ha legittimamente disconosciuto il CIADI sottraendosi alla sua giurisdizione nel maggio scorso.
Telecom Italia, attraverso la controllata Euro Telecom International, ha presentato una denuncia al CIADI contro la Bolivia per i rischi degli investimenti di Telecom nel Paese causati dalle politiche sociali e economiche del governo Morales.
Il CIADI ha annunciato pochi giorni fa di voler procedere nella causa.
“I diritti dei popoli devono venire prima dei mancati guadagni delle multinazionali. E’ inaccettabile che un’impresa del nostro Paese sia protagonista di un atto di sciacallaggio del genere. Con questa azione vogliamo richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e del Governo italiano affinché salvaguardi l’immagine del nostro Paese e riconosca il diritto della Bolivia di difendere l’interesse dei propri cittadini”, ha spiegato il rappresentante dell’associazione A sud De Marzo.
Durante l’occupazione una delegazione di manifestanti, è stata ricevuta dal Responsabile delle relazioni sindacali dell’impresa Onofrio Capogrosso, dirigente Telecom incaricato dell’incontro.
I rappresentanti dei movimenti hanno dichiarato che concederanno 10 giorni di tempo alla Telecom per rispondere sulla questione, prima di passare al lancio di una campagna internazionale contro la Telecom, accusata di appoggiare le oligarchie che si oppongono al legittimo governo di Morales in Bolivia e di continuare a violare i diritti dei popoli.

Per informazioni o contatti  Associazione Asud

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3 Responses »

  1. Mi sembra ke Telecom abbia pienamente ragione: nel 1995 il governo della Bolivia ha privatizzato la società Entel e Telecom ha sborsato 610 milioni di dollari per il 50% + 1 di azioni. Il fatto ke ora il governo se ne voglia riappropriare senza neanke confrontarsi di fronte a un organismo super-partes come il CIADI è un’ingiustizia e un sopruso. Qua nn si tratta di difendere i diritti dei cittadini boliviani (che nn hanno subito alcun torto) ma di rispettare quelli degli investitori dallo sciacallaggio di un governo che ha bisogno di rubare soldi altrui o per rimediare alla propria incompetenza nell’ambito delle politiche economiche o per pagarsi le mazzette.

  2. CHI DI PRIVATIZZAZIONE FERISCE CHE…
    DI RI-NAZIONALIZZAZIONE PERISCA!

    Telecom Italia: giù le mani dalla telecomunicazioni boliviane!

    Telecom Italia ha presentato ricorso al Ciadi (Centro internazionale per la risoluzione delle dispute sugli investimenti, organismo della Banca Mondiale) con il chiaro obiettivo di opporsi alla volontà del governo boliviano di ri-nazionalizzare la boliviana Entel, controllata ora al 50% da TI e acquistata nel 1996 dalla STET dell’era di Pascale….

    ….l’era della febbrile penetrazione del capitale “telefonico” in Sud America in cerca di mercati da colonizzare con la collaborazione di tutti quegli ambienti “utili” per realizzare grossi affari: dai “grandi pescecani” della finanza internazionale (Citibank), al Vaticano per arrivare perfino all’Opus Dei e ai Legionari di Cristo, ben radicati nel continente sud americano.

    Ma da allora molte cose sono cambiate. Nei 9 anni trascorsi dalla scellerata privatizzazione di Telecom Italia, diversi “nocciolini” dure d’imprese - che con meno del 7% del capitale presero il controllo del colosso italiano delle tlc - si sono succeduti nell’opera di “scarnificazione” dell’enorme patrimonio economico e produttivo (PUBBLICO) di Telecom Italia a discapito di lavoratori e lavoratrici e degli utenti.

    In Bolivia dal 2005 il governo di Morales ha voluto utilizzare le risorse e la produzione in funzione degli interessi latino-americani sotto il controllo dei lavoratori delle città e dei campi e soprattutto delle popolazioni indigene. Un governo che ha nazionalizzato la produzione di petrolio acquistando da poco le raffinerie in mano alla Petrobras per 112 milioni di dollari aumentando notevolmente le entrate statali, che vuole cambiare la fiscalizzazione delle ricche miniere che oggi pagano solo un esiguo 3% di imposte, facendo arricchire i proprietari e versando poco allo Stato e che dall’aprile di quest’anno per Telecom Italia è reo di voler “ri-nazionalizzare importanti settori chiave dell’economia… come quello delle telecomunicazioni”. Morales “reo” di voler sottrarre il diritto a comunicare del popolo boliviano alla speculazione affaristica delle multinazionali telefoniche, nell’aprile di quest’anno ha ripreso il controllo del 47% della società telefonica boliviana, imponendo tariffe sociali e perseguendo (Entel) Telecom Italia nei casi di disservizio nelle comunità rurali

    Per la sua politica che contrasta le disparità sociali in Bolivia senza farsi “stritolare” dal debito estero, il governo boliviano è malvisto dalla Banca mondiale e dal Ciadi (istituzioni per eccellenza preposte allo sfruttamento dei paesi del sud del mondo che per nelle controversie danno sempre ragione alle multinazionali e non ai governi “poveri”) da cui è uscito da quest’anno.

    E Telecom Italia? Con la partecipata olandese all’Entel, la Euro Telecom (un’altra scatola finanziaria con sede in un paese dove gli accordi economici bilaterali sono sempre svantaggiosi per gli altri paesi), il 1 novembre ha ottenuto dal Ciadi l’arbitrato internazionale contro la Bolivia per “tutelare gli investimenti operati nel Paese” minacciati dalla “nazionalizzazione”.

    E il governo Prodi? Il “grande amico” dei padroni e delle politiche economiche “neoliberiste”, dopo le scarse rassicurazioni lasciate a Morales nella sua recentissima visita in Italia, si è subito dichiarato a favore di un arbitraggio internazionale …appunto come quello del Ciadi.

    E’ inaccettabile che una società come Telecom che ha per decenni saccheggiato un patrimonio pubblico di inestimabile valore sociale, che ha esercitato affari sporchi grazie alle consuete scatole finanziarie internazionali, che ha con le controllate evaso per miliardi il fisco, che è stata governata per anni da “pirati” del capitale e della finanza che hanno convertito i loro personalissimi profitti in perdite dell’azienda, possa arrogarsi il diritto di decidere del futuro delle Telecomunicazioni del libero paese boliviano, reo agli occhi di “lor signori” di volersi sottrarre alla logica del “loro” profitto.
    Invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a sottoscrivere la petizione da inviare al Popolo Boliviano, all’ambasciata Boliviana, al Presidente Evo Morales.

    Roma, 5 novembre 2007 COBAS GRUPPO TELECOM

  3. INVITO
    Sud America
    Dalle cime della Cordillera Real, agli immensi deserti salati boliviani e cileni, alla Patagonia

    di Delfino Sartori

    MERCOLEDI’ 23 APRILE

    Aula Magna scuole medie di Cavazzale, ore 20.45

    presenta

    Roberto Virgili

    (psicologo e viaggiatore)

    Padre Francesco Polotto

    (Servi di Maria di Monte Berico e responsabile delle adozioni a distanza)

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