G8 Genova: tra pene troppo severe e commissione d’inchiesta scoppia il caso politico
A cura di Valentina Vella • 24 Ottobre 2007Le pene dai 6 ai 16 anni di reclusione per devastazione e saccheggio stabilite dai PM Canepa e Canciani nei confronti dei 25 no global italiani coinvolti nei fatti del G8 di Genova 2001 fanno già discutrere e, come era ovvio che accadesse, sono già diventate caso politico: da una parte la destra, favorevole alla sentenza, dall’altra la sinistra radicale, che invece la definisce troppo pesante.
Si attendono inoltre le reazioni del collettivo degli avvocati difensori che, già immediatamente dopo l’udienza, si erano detti “shoccati” da quanto richiesto dai PM.
Una decisione che arriva a qualche giorno dal voto favorevole della Commissione Affari costituzionali alla Camera al provvedimento che dà il via libera alla Commissione d’inchiesta sui fatti di Genova 2001. Anche in questo caso è stata immediata la stumentalizzazione politica. “La Commissione sul G8 di Genova fa bene alla democrazia e alla trasparenza del nostro Paese”: aveva commentato Sgobbio, capogruppo del Pdci alla Camera; mentre Gasparri di AN l’aveva definita “un’ulteriore prova dell’ostilità del centrosinistra verso le Forze dell’ordine”.
Nel caso in cui venisse approvata in Parlamento, la Commissione durerà 10 mesi e avrà a disposizione solo 50mila euro. Tempi brevi e risorse scarse che si aggiungono ad un altro aspetto che rischia di far diventare “light” uno strumento che parte da presupposti necessari ad una vera democrazia: dovrà essere costituita da 30 deputati di ogni gruppo presente in Parlamento, ma sono tanti i partiti contrari alla sua istituzione con la possibile conseguenza di un inceppamento dell’iter previsto per la realizzazione degli obiettivi prefissati.



