Colombia: in 80mila contro il Governo Uribe
A cura di Valentina Vella • 15 Ottobre 2007
In 80mila tra contadini, indigeni e afrodiscendenti hanno manifestato in Colombia il 10, 11 e 12 ottobre, bloccando strade, occupando terre, fattorie, università ed edifici urbani con l’obiettivo di mandar via il governo paramilitare di Uribe Vèlez e del vicepresidente Francisco Santos e di “costituire un governo di larga partecipazione popolare che garantisca l’autodeterminazione del popolo colombiano”. Ma non solo. Con questa protesta, la prima così grande dal ‘98, il popolo colombiano ha voluto dire “basta” allo sfruttamento minerario ed alla svendita delle riserve naturali colombiane alle multinazionali straniere, alle privatizzazioni delle terre e delle fonti d’acqua e ha chiesto al Governo una nuova riforma agraria che permetta ai contadini di continuare a coltivare le terre senza il pericolo che gli vengano tolte per poterle così svendere alle multinazionali straniere. La mobilitazione è stata capeggiata dal movimento contadino e si è conclusa con una decina di arresti e feriti, un morto nel Narino e dieci desaparecidos nel Cauca. E’ proprio qui che la repressione dell’esercito sui manifestanti è stata più forte. Fonti d’informazione indipendenti riferiscono infatti che nel Cauca l’esercito avrebbe utilizzato cecchini, armi da fuoco ed ordigni esplosivi contenenti vetro e ferro a causa dei quali due manifestanti adesso rischiano di perdere le braccia. L’utilizzo di cecchini sarebbe invece stato confermato dalle ferite alle mani riportate da diversi manifestanti.




[...] più consensi tra la popolazione. A dimostrarlo, la partecipazione registrata in occasione della mobilitazione campesina dell’11 e 12 ottobre in [...]