Iraq. Nuove luci sulle stragi di civili da parte di guardie private USA

Baghdad. L’occupazione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti è stata accompagnata sin da subito dall’arrivo di decine di società private di sicurezza che spesso sono state oggetto di accuse di violenza contro i civili, mai seguite da provvedimenti o inchieste.
A cura di Iris. Ma dopo il 16 settembre, quando un convoglio della Blackwater, che stava scortando un gruppo di funzionari dell'ambasciata americana nel quartiere Mansour di Bagdad, ha aperto il fuoco su un gruppo di automobili civili uccidendo 11 persone tra cui un bambino di nove anni, la tensione è aumentata di molto, al punto che il governo dello sciita Al Maliki ha espulso la società dal Paese revocandole la licenza. Inoltre, lunedì scorso, è stato reso noto un un rapporto della Commissione di controllo sulle attività del governo, guidata dal democratico Henry Waxman, in cui si sostiene che dal 2005 a oggi la Blackwater – il principale contractor privato americano in Iraq, che si occupa della sicurezza ai diplomatici dello State Department – è stata coinvolta in almeno 195 conflitti a fuoco e che i suoi uomini hanno sparato per primi in più dell'ottanta per cento dei casi. Nel rapporto si accusa il Dipartimento di Stato di non aver chiesto conto alla società dei troppi incidenti, ma anzi di averla coperta ogni volta che accadevano: "La prima preoccupazione del Dipartimento – si legge – sembra essere sempre stata quella di chiedere alla Blackwater di indennizzare economicamente le vittime degli incidenti anziché cercare le responsabilità per l'accaduto o indagare se c'erano stati comportamenti criminali".
La compagnia, che impiega soprattutto ex uomini dei reparti speciali americani e li addestra in un campo in North Carolina, ha dovuto licenziare 122 persone – un settimo delle sue forze in Iraq – per comportamenti violenti e perché sparavano ubriachi o drogati.
Per i suoi servizi la Blackwater è costata al governo americano, solo in Iraq, oltre un miliardo di dollari: negli ultimi due anni ha preso 832 milioni di dollari dal Dipartimento di Stato, la metà dei quali senza neanche una gara d'appalto.

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