Tunisia: processo a M. Omar Mestiri per ?Diffamazione?: l’AMARC si appella al rispetto della libertà d’espressione

L’Associazione Mondiale delle radio comunitarie -AMARC- esprime la sua forte preoccupazione per quanto concerne il prossimo processo in Tunisia contro il direttore del giornale telematico Kalima Omar Mestiri.
A cura di amisla

Files allegati a questa notizia

Omar Mestiri, direttore di 'Kalima', giornale di opposizione sul web, rischia tre anni di prigione per l'accusa di aver diffamato un avvocato tunisino, in un articolo del 5 settembre 2006. "Le nostre preoccupazioni in merito sono di diversa natura", commenta Steve Buckley, presidente dell'AMARC. "In primo luogo in questo processo c'è già una vittima: la libertà d'espressione. L'avvocato del giornalista ha ribattuto all'accusa che l'imputazione del suo assistito non ha base giuridica in quanto 'Kalima' è in Tunisia "oscurato" (come la maggior parte dei siti di opposizione) e quindi reso inaccessibile. Vale a dire: come si fa ad accusare di diffamazione un giornalista se l'articolo in questione non può neppure essere letto?  L'ulteriore rinvio per la sua udienza al 28 agosto 2007, senza ragioni, rischia di trasformare questo processo in una farsa. Infine, è preoccupante che il caso di Omar Mestiri sia stato affidato allo stesso giudice che condannò Maître Mohammed Abbou nel 2004 con l'accusa simile di aver scritto un articolo diffamatorio su internet. Questo processo deve essere stralciato, come anche tutte le intimidazioni sistematiche contro i giornalisti tunisini critici verso le autorità al potere."

L'AMARC ricorda che Il presidente Zine el-Abidine Ben Ali è considerato uno dei 34 predatori della libertà di stampa del mondo, e constata che la libertà d'espressione è ancora troppo lontana dall'essere appilcata in Tunisia. La richiesta rivolta al governo ed alle autorità giudiziarie tunisine è di mettere fine alla strumentalizzazione della giustizia contro i giornalisti

AMISnet, agenzia multimediale di informazione sociale, si associa alle preoccupazioni e alle raccomandazioni dell'Associazione delle Radio Comunitarie Mondiali.

 

Top