Le Web radio in sciopero. Se n’è accorto qualcuno?

Di fronte alla sospensione del segnale radio via internet nel “Day of
Silence” – il giorno di silenzio deciso dalle emittenti statunitensi
martedi’ 26 giugno – le reazioni degli ascoltatori non sarebbero state
numerose.
A cura di RaiNews24

Il fenomeno e' ancora in via di sviluppo e affermazione pur essendo una realtà negli Stati Uniti (meno qui da noi). I potenziali ascoltatori sarebbero 50 milioni ma dati precisi su quelli reali non sono disponibili.

Lo sciopero delle onde digitali e' stato comunque un evento che ha fatto discutere. E' nato per protestare contro un aumento dei diritti d'autore agati a musicisti e case discografiche, un aumento che secondo gli organizzatori potrebbe tagliare le gambe alla nuova industria in fase di secollo.

La "Giornata del Silenzio" è stata organizzata da SaveNetRadio Coalition, che annovera tra i suoi membri Yahoo, Viacom e RealNetworks. L'intento dell'iniziativa è di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla vicenda. Secondo l'organizzazione, la proposta di legge conterrà anche una serie di imposte aggiuntive che faranno lievitare i costi delle emittenti online di un miliardo di dollari.

Secondo i promotori almeno la meta' dei 30mila "webcaster" hanno incrociato le braccia o hanno comunque messo in onda annunci per sensibilizzare gli ascoltatori invitandoli a reagire contro i legislatori a Washington. Le stazioni invitavano gli ascoltatori a farsi sentire presso il Congresso. Almeno 20mila lettere sarebbero state inviate a Washington per protesta.

Secondo la nuova legge (il Copyright Royalty Board) approvata a marzo, le emittenti web devono pagare diritti d'autore di 0,0008 dollari per ogni canzone nel 2006, ma la tassa salira' a 0.0019 dollari nel 2010. La prima rata e' attesa il 15 luglio di quest'anno.

Secondo le nuove regole dunque le sei principali radio via internet: Pandora, Yahoo, Live365, RealNetworks Inc, AOL e MTV Online, dovranno pagare il 47% delle loro entrate del 2006 (37,5 milioni di dollari) in diritti d'autore.

SaveNetRadio sostiene che il provvedimento proposto dalla commissione sui diritti d'autore del governo statunitense ucciderà la fiorente industria se dovesse entrare in vigore il 15 luglio."L'industria verra' decimata da queste nuove tasse" sostiene Jake Ward portavoce del gruppo organizzatore che fa base a Washington e che vorrebbe contributi piu' bassi per i webcaster.

I contributi pagati da radio via etere e via satellite non sarebbero -secondo Ward – ingenti quanto quelli ora richiesti alle stazioni che trasmettono attraverso la rete.

SoundExchange rappresenta piu' di 20mila artisti, 2500 etichette discografiche e 4 importanti compagnie e raccoglie i diritti d'autore dainternet, satellite e cavo. "Vogliono la musica ma non vogliono pagare" dice Richard Ades, portavoce di SoundExchange.
Un piccolo braccio di ferro che equivale al primo momento della verita' per queste stazioni: SaveNetRadio, i deejay, il popolo della rete, forse piu' in generale l'ipod generation, numerosissimi, provano a testare la forza dello loro social community nel mondo reale. Dall'altra parte del cavo c'è Washington dove Second Life ancora non fa legge.

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