Europa: un compromesso che rimanda l’integrazione politica

L’impegno del semestre di presidenza tedesco dell’Ue a far ripartire il processo per una Carta comune è stato rispettato. Sabato 23 giugno si è rimessa in moto la complessa macchina europea dopo la bocciatura franco-olandese della così detta Costituzione europea. Il compromesso raggiunto non accontenta nessuno però.
A cura di amisla

Un accordo al ribasso quello dello scorso 23 giugno a Bruxelles, per cui l'attuale sistema di voto verrà mantenuto fino al 2017 e il previsto Alto Rappresentante per la politica estera sarà decisamente depotenziato. Proprio il sistema decisionale e l'assenza di una politica estera condivisa e comune erano tra i due principali nodi che il discutibile progetto costituzionale europeo  pareva avesse sciolto.

Rimane poi aperta la questione di cosa fare delle 18 ratifiche nazionali della precedente Carta europea. I no di Francia e Olanda al referendum confermativo hanno prevalso su i precedenti 18 sì. Tramonta per il momento la prospettiva di un seggio permanente e comune dell'Unione Europea al Consiglio di Sicurezza Onu; Francia e Regno Unito non hanno voluto delegare questo loro privilegio.

L'obiettivo del compromesso è quello di arrivare ad una nuova Carta prima delle elezioni del Parlamento europeo nel 2009. 

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