Aumentano i precari in Italia ma non i loro stipendi

Continuano ad aumentare i precari in Italia, gli stipendi invece rimangono gli stessi. Vittime soprattutto donne e Sud Italia. E’ quanto denuncia l’ultimo rapporto inedito realizzato dall’Osservatorio nazionale sul lavoro atipico,”I lavoratori parasubordinati tra professione e precariato”, presentato oggi a Roma, e stando al quale, tra il 2005 ed il 2006, i precari sarebbero cresciuti di 50mila unità.
A cura di amisvv

Nel 2006, in particolare, il numero dei parasubordinati iscritti alla gestione separata Inps è cresciuto del 6,74%. Non sono aumentati, invece, i loro redditi medi: oltre la metà (58%) non supera i 10 mila euro lordi l'anno. Peggio ancora va per le lavoratrici iscritte alla gestione separata Inps: il loro reddito annuale è pari circa alla metà di quello dei loro colleghi uomini, ossia, 6.800 euro lordi.

Un dato che in parte è frutto dell'aumento generale dell'occupazione registrato recentemente dall'Istituto ISTAT, ma che comunque denuncia il rientro delle nuove assunzioni nell'area del precariato. A preoccupare non è quindi la flessibilità intesa come strumento di passaggio ad una condizione più stabile, ma il fatto che questa flessibilità assuma le caratteristiche della precarietà perdurando così per tutto l'arco della vita di un lavoratore. A determinare tale situazione non è dunque la Legge 30, che introduce il panorama della flessibilità di per sè positivo, ma l'abuso di tali regole da parte delle imprese al fine di ridurre i costi e contro il quale risulta appunto necessaria la graduale istituzione di regole e  paletti.

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