Malta sul banco del consiglio dei ministri europei

Chi salva le imbarcazioni di migranti in alto mare? Dopo le polemiche della scorsa settimana sul rifiuto di Malta di accogliere 26 persone salvate da un peschereccio spagnolo, la questione dei salvataggi viene discussa oggi dai ministri dell’interno dell’Unione europea. L’accusa nei confronti del piccolo stato mediterraneo, rivolta giorni fa dallo stesso commissario Franco Frattini, è di non rispettare le regole che impongono il soccorso per le imbarcazioni in difficoltà.
A cura di red

Ritardi negli interventi, respingimenti, rimpalli con le autorità libiche, omissioni di soccorso. Dalla vicenda della nave Cap Anamur che nel 2004 si vide rifiutare l'ingresso nelle acque territoriali maltesi, sono molti gli episodi che hanno visto le autorità del paese protagoniste di scelte dubbie, che in alcuni casi hanno portato ad autentiche tragedie.
Oggi, Per mettere fine alle critiche, La Valletta propone che  le operazioni di salvataggio siano gestite in modo congiunto dagli stati membri, così come l'accoglienza dei profughi. Una proposta che comporterebbe una divisione di spese oltre che di responsabilità, che non tutti gli stati membri sono disposti ad accettare.
Accade del resto anche riguardo alle norme sui richiedenti asilo. Fino ad ora Bruxelles non è ancora riuscita ad avviare la revisione degli accordi di Dublino che obbliga i richiedenti asilo a presentare domanda solo ed esclusivamente nello stato in cui sono sbarcati. Una sua modifica consentirebbe di alleviare la pressione su Malta, ma gli altri stati europei sono poco disposti ad accettarla.
Sullo sfondo poi le pesanti responsabilità della politica di sicurezza di Bruxelles, che rende i viaggi dalla Libia sempre più pericolosi e che si appresta a un ulteriore militarizzazione del Mediterraneo con l'avvio dell'operazione Nautilus II. A partire dal prossimo luglio si prevede il dispiegamento di ingenti forze per pattugliare il mediterraneo, con il supporto della marina militare di Francia e Italia. Tra gli effetti collaterali, la ricerca di nuove rotte, per le imbarcazioni di migranti, che dovranno abbandonare il tracciato più sicuro che passa vicino alle coste nord africane.

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