Contro G8: i cortei e le botte a Rostostck

Tra 60 e 80mila sfilano pacificamente per dire la loro sul G8. Scontri isolati lungo il corteo. I dati del giorno dopo parlano di 160 tra arresti e fermi e 520 feriti tra cui 20 gravi tra i manifestanti. La polizia denucia 180 feriti tra le forze dell’ordine di cui 20 gravi.
A cura di amisfd

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Rostock – Le botte se le aspettavano tutti e alla fine non hanno tardato ad arrivare. Poteva comunque andare peggio perché in casi simili basta poco: qualche provocazione è sufficiente a scatenare una sassaiola e le cariche di "alleggerimento".
A corteo ormai concluso è nella zona del porto che si affrontano qualche decina di manifestanti e i caschi bianchi della Bundes Polizei. Alle cariche le persone rispondono alzando le mani al cielo e facendo indietreggiare la polizia tra gli applausi. Sembrava finita lì quando, all´improvviso, una macchina bruciata e qualche petardo caricano l´aria di tensione. Il concerto previsto viene sospeso, poi riprende. Nel piazzale che accoglie il corteo ci sono due realtà del tutto diverse: da una parte chi ascolta musica, poco dietro il tira e molla tra gruppetti di attivisti e la polizia con idranti e gas lacrimogeni. Bilancio: qualche decina di feriti per fortuna lievi tra i manifestanti; più di cento nelle fila delle forze dell´ordine e diverse decine di arresti che in serata proseguono.
E´ finita cosi la manifestazione di apertura che i movimenti sociali hanno promosso per protestare contro il summit degli Otto Grandi che prenderà ufficialmente il via il prossimo 6 giugno. Una manifestazione tutto sommato pacifica, quasi sino alla fine e a cui partecipano, stando agli organizzatori, tra 60 e 80mila persone. Cielo nuvoloso, divise verde scuro, elicotteri: l´iconografia classica di questi anni c'è tutta. Eppure, alla fine, vetrine rotte ce ne sono ben poche e la manifestazione sfila serenamente, quasi a sfidare le previsioni e le tensioni che avevano avvelenato il clima di questi giorni. Piu´di 160 gruppi diversi hanno preso parte alla manifestazione, che in realtà era formata da due distinti cortei: il primo, più "movimentista", era partito dalla stazione centrale di Rostock, dove in nottata erano arrivati i treni speciali che hanno portato nella cittadina del Baltico gli attivisti da tutt´Europa (piu´di mille persone solo da Monaco). La seconda, con rappresentanze sindacali, di organizzazioni e associazioni, è partita invece dalla stazione degli autobus. Una certa tensione si diffonde quando arriva la notizia della partenza per Schwerin (cittadina a qualche chilometro da Rostock) di un gruppo di neonazisti del Partito Nazionaldemocratico a cui il tribunale civile di Greifswald aveva vietato di sfilare. Ma la cosa finisce lì. Il dispiegamento di forze dell'ordine è imponente e il presidente della corte regionale di Rostock, Gerhard Hückstädt, aveva fatto sapere che per il corteo erano previste persino delle "carceri mobili". Che devono essere state utilizzate.
Ma la giornata di ieri è stata solo l'avvio di altre manifestazioni e incontri che terranno banco sino al 6, quando inizierà il summit ufficiale del G8. Sotto la luce dei riflettori i temi sono quelli cari non solo ai movimenti ma anche ai governi: si comincia con il verde, dando ampio spazio a dibattiti su ecologia, cambiamenti climatici, Ogm. Poi si parlerà di migrazioni, di antimilitarismo e di movimenti contro la guerra. A summit iniziato l'agenda cambierà: primo obiettivo, fermare il vertice tramite il blocco delle vie d´accesso alla cittadina di Heiligendamm, a 25 chilometri da Rostock, che ospiterà la due giorni di dibattiti ufficiali.

 

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