L’inganno di Enel

Da tempo il gruppo Enel ha deciso di puntare sul rinnovamento della propria immagine attraverso tanta, ma proprio tanta pubblicità. Bambini che corrono su prati verdi, girasoli giganti, arcobaleni… Gli spot del più grande, per non dire unico, produttore di energia elettrica in Italia, martellano su un punto: l?Enel ha una vocazione ecologica. Pubblicità ingannevole, secondo l?associazione ambientalista Greenpeace, che ha deciso di denunciare il gruppo all?Antitrust.
A cura di red

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Tra i tanti messaggi mendaci inviati da Enel, la pubblicità in cui si legge che 553 impianti del gruppo su 599 usano energie rinnovabili, come a far intendere che l'energia prodotta è in gran parte "verde". Uno spot  menzognero, sottolinea Greenpeace, visto che Enel rimane oggi l'azienda che riversa nell'atmosfera la maggiore quantità di anidride carbonica in Italia. Con le sue numerose centrali a olio combustibile e a carbone, la società guidata da Paolo Scaroni è responsabile dell'emissione ogni anno di 51,6 milioni di tonnellate di CO2, quantità, per di più, destinata ad aumentare notevolmente nel caso dovessero passare i progetti del gruppo di riconvertire a carbone la centrale di Civitavecchia.
Non tanto meglio sul versante delle rinnovabili. Nonostante infatti gli investimenti di Enel su fotovoltaico, eolico, idroelettrico e geotermico siano oggi cospicui (circa 4 miliardi di euro), restano di gran lunga inferiori ai finanziamenti previsti sul carbone, per la riconversione delle centrali italiane, e sul nucleare, per la contestatissima centrale nucleare di Mochovce in Slovacchia, che nel complesso ammontano a circa 11 miliardi di euro.

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