Diritti umani: anche l’Italia li viola, vittime non solo i migranti

La violazione dei diritti umani non è una pratica messa in atto solo dai Paesi non democratici. In questi ultimi anni, infatti, la paura del terrorismo, strategicamente alimentata da governi e gruppi armati, ha fatto sì che in Paesi come l?Italia, in nome della sicurezza, si giustificasse la messa in vigore di leggi liberticide e venissero accettate violazioni dei diritti umani.
E? quanto emerge dal Rapporto 2007 di Amnesty International, stando al quale, nel nostro Paese, la violazione degli standard internazionali è rappresentato dall?assenza di una legge sul diritto d?asilo e dall?avvio di una legislazione anti-terrorismo (decreto “Pisanu”, legge 155/05) che antepone l?ordine pubblico ai diritti fondamentali, tanto da far sì che le forze dell?ordine violino talvolta il Codice europeo di etica per la polizia.
A questo si aggiunge il fatto che, nella nostra legislazione, non è specifictamente previsto il reato di tortura.
A cura di amisvv

A subire tali soprusi sono principalmente i migranti,  minori compresi, vittime di espulsioni sommarie e detenzione, in centri in cui non vengono rispettati gli standard internazionali sui diritti umani. "Sono state segnalati casi di personale che chiedeva somme di denaro per fornire merci a caro prezzo ai migranti rinchiusi e condizioni di carente assistenza legale, sanitaria e psicologica" -si denuncia nello studio. Inoltre, "è proseguita la pratica di detenere sistematicamente i minori migranti appena giunti sulle coste italiane". Nonostante sia vietato dalle leggi internazionali sui diritti umani,  poi, questi sono spesso trattenuti nei centri insieme agli adulti, senza assistenza legale ed informazioni sui loro diritti, e talvolta sottoposti a perquisizioni personali, ispezioni e confisca di oggetti personali. Recentemente, il Ministro dell'Interno ha stabilito che alcuni centri di detenzione, come quello di Lampedusa e Gradisca, venissero aperti al pubblico. La pratica è però possibile solo in certi giorni, e solo dopo una difficile procedura di autorizzazione, tanto da scoraggiare e far pensare che ci sia effettivamente qualcosa da nascondere.

A preoccupare, inoltre, sono le reazioni messe in atto dalle forze dell'ordine: reazioni che non rispettano il codice europeo di etica per la polizia, e figlie di una strategia della paura che genera comportamenti dettati dalla necessità di difendere a tutti i costi l'ordine pubblico e la sicurezza del paese, al punto da portare le istituzioni a diventare esse stesse minaccia per i cittadini. E' quanto è successo ad esempio nel dicembre 2005, nella Val di  Susa. L'esempio è riportato dalla stessa Amnesty International, nel cui rapporto appunto si denuncia che "nel corso di quell'operazione di polizia, centinaia di agenti tentarono di far sgomberare circa 100 persone che manifestavano contro la costruzione di un collegamento ferroviario ad alta velocità. Secondo quanto riferito i dimostranti furono aggrediti e picchiati, molti di essi durante il sonno".

 

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