Repubblica Centrafricana: rapiti due cooperanti

Sono stati rapiti sabato 19 maggio nella Repubblica Centrafricana sulla strada che collega Bozoum a Bocaranga i due operatori locali di COOPI-Cooperazione Internazionale, impegnati in un intervento di rafforzamento del sistema sanitario nelle prefetture di Ouham e Ouham-Pendé.
A cura di FOCSIV

Il rapimento, realizzato a scopo di estorsione, non è in alcun modo legato a motivazioni politiche. I banditi hanno generalmente come bersaglio gli allevatori, unici in grado di pagare un riscatto in quello che risulta uno dei paesi più poveri del mondo, e per la prima volta hanno scelto di colpire un'organizzazione umanitaria.

La vicenda è stata condannata duramente dalle Nazioni Unite e da COOPI che si appellano al diritto di neutralità e imparzialità delle organizzazioni umanitarie affinché gli operatori siano rilasciati al più presto e in buona salute.

"Ci uniamo a Coopi, una delle nostre 160 Ong impegnate a fianco delle popolazioni più disagiate – sostiene Sergio Marelli, presidente dell'Associazione ONG italiane – nel condannare questo feroce atto verso i due operatori umanitari e dare solidarietà alle famiglie delle vittime. I rapimenti degli operatori locali delle ong devono essere condannati al pari di quelli effettuati ai danni dei cooperanti italiani o europei. La nostra azione, infatti, sarebbe impossibile senza i nostri partner locali e il personale dei paesi in cui operiamo per portare come in questo caso servizi sanitari. Ancora la vicenda aperta di Ramatullah Hanefi, l'operatore di Emergency arrestato dal Governo Afgano e tuttora detenuto, ci fanno tornare a chiedere la sua liberazione e a lanciare un appello per l'immediato rilascio degli operatori del COOPI rapiti. La comunità internazionale faccia tutto il possibile per la loro libertà".

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