Olimpiadi senza tregua: nuovi sgomberi a Torino

Nessuna tregua olimpica per chi non si allinea alla Torino “sempre in movimento” del sindaco Chiamparino e del Toroc. Questa mattina alle 7 sgomberate due case occupate, vicine ai giardini reali, Alcova e RRosalia, forse dietro inconsueta richiesta da parte del Ministero degli Interni. Dopo il sequestro di Fenix e i 10 arresti di luglio continua la repressione indiscriminata del dissenso a meno di sei mesi dall’inizio della kermesse olimpica.
A cura di amistp

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Fenix, RRosalia e Alcova erano tre case occupate nel cuore di Torino, vicine a quella Piazza Castello che sarà scenario per le premiazioni olimpiche;  prosegue dunque la "normalizzazione" del centro città iniziata il 20 luglio, con lo sgombero/sequestro di Fenix (osservatorio contro la repressione) e i 10 arresti collegati. La differenza principale è che questi sgomberi sembrano sollecitati non più dal comune, ma direttamente dal Ministero degli Interni; questo potrebbe spiegare la compartecipazione allo sgombero di particolari personaggi in giacca e cravatta, occupati a fotografare i vari ambienti mentre gli abitanti procedevano a mettere in salvo le proprie cose.

Nella città-cantiere olimpica prosegue la repressione del dissenso in ogni sua forma, nonostante le contestazioni. In mezzo a cantieri senza la minima nozione di sicurezza , proprio ieri è stata inagurata l’ennesima cattedrale nel deserto, l’arco-passerella del Lingotto.

Nonostante questo, le manifestazioni di dissenso più recenti – come la contestazione degli anarchici al Meeting per la Pace e la Tregua Olimpica "Young Words" organizzato dal Comune di Torino –  hanno riscosso un particolare consenso nel sottolineare la farsa della tregua olimpica in presenza di sponsor ufficiali come Finmeccanica. La presenza della casa produttrice di armi era stata già contestata, tra gli altri, da Alex Zanotelli e Rete Lilliput .

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