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Attentato a Sharm El Sheikh: “bisogna guardare al fronte interno”

A cura di AMISnet • 26 luglio 2005

L’ attentato ha colpito l’Egitto in una fase di cambiamento e di disagio sociale che, insieme alla situazione internazionale, hanno dato nuova linfa agli estremismi.
A cura di amisfr

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Già negli ultimi mesi la società egiziana era scossa da proteste per la crescente disoccupazione e sempre più insofferente per le leggi speciali imposte nel 1981 dopo l’ assassinio di Anwar Sadat. La linea di fermezza
del governo egiziano contro i terroristi
a partire dall’ attacco di Taba si è tradotta in vaste
operazioni di polizia
che hanno portato fino ad adesso ad arresti e detenzioni non
giustificate da processi, sopratutto a danno delle tribù berbere
accusate di dare supporto logistico ai terroristi. Dopo l’attentato a Sharm el Sheikh la stretta del governo egiziano è ulteriormente aumentata, con la diffusione degli identikit di cittadini pakistani sospetti e altri arresti.
Il prossimo 7 settembre sono previste le nuove elezioni presidenziali
egiziane, le prime con altri candidati a insidiare la ventennale
presidenza Mubarak, ma dopo gli ultimi attacchi pare scontata
la sua rielezione e un inasprimento delle leggi speciali.

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