Basilicata: legge regionale contro la costitizione

Per la Corte Costituzionale è illegittimo il divieto posto dalla Basilicata allo smaltimento o allo stoccaggio di rifiuti speciali (sia pericolosi che non) provenienti da altre regioni o da altre nazioni.
A cura di amismp

Con una sentenza (n.161) depositata ieri in cancelleria, la Consulta ribadisce che il principio dell’ ”autosufficienza locale nello smaltimento dei rifiuti in ambienti territoriali ottimali” vale ”solo per i rifiuti urbani non pericolosi”. Il divieto ”si pone invece in contrasto con la Costituzione – si legge nella sentenza scritta dal giudice Alfio Finocchiaro – nella parte in cui si applica a tutti gli altri tipi di rifiuti di provenienza extraregionale”. E questo perche’ in questo modo si ”invade la competenza esclusiva attribuita allo Stato in materia di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema dall’art. 117 de, secondo comma, lettera S, della Costituzione”; ed inoltre perche’ si ”viola il vincolo generale imposto dalle Regioni dall’art. 120, primo comma, della Costituzione, che vieta ogni misura atta d ostacolare la libera circolazione delle cose e delle persone fra le Regioni”.
Proprio quest’ultimo principio era stato alla base della sentenza con cui la Consulta, lo scorso gennaio, aveva bocciato un’altra legge della Basilicata (la n.31 del 2003) che aveva dichiarato ”denuclearizzato” il proprio territorio per impedire l’insediamento di siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi decisi dal governo. Sempre lo scorso gennaio la Consulta aveva in larga parte ‘salvato’ il decreto legge per la realizzazione del ‘Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi’, inizialmente localizzato nel comune di Scanzano Jonico (Matera). Con la sentenza depositata oggi in cancelleria la Corte ha dichiarato in parte illegittimo l’art. 1 della legge della Regione Basilicata n.59 del 1995, come modificata dalla legge regionale n.6 del 2001. A sollevare la questione dinanzi alla Consulta e’ stato il Tar della Basilicata.
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