Acnur: In attesa del commissario

A giorni, la lista ristretta (“short list”) di tre nomi per la poltrona di Alto commissario.
A cura di amismp

Mark Malloch Brown, direttore di gabinetto di Kofi Annan a capo del
panel di esperti che esamina i candidati, sottoporrà al Segretario
generale dell’Onu una lista ristretta di nomi.
 Annan e la sua vice Louise Fréchette metteranno sotto torchio i finalisti, per poi concertarsi con i Paesi donatori, prima di di rendere una decisione prevista per fine aprile o inizio maggio. Per essere definitivamente avvalorata, la scelta di Annan dovrà essere convalidata dall’Assemblea generale dell’Onu. Finora, ogni decisione fatta dal Segretario generale è stata sempre approvata dall’Assemblea generale.

La poltrona dell’Alto commissariato per i rifugiati è vacante dal 20 febbraio, giorno in cui Ruud Lubbers, ex premier olandese è stato costretto a rassegnare le sue dimissioni con l’accusa di molestie sessuali. Con un budget annuale pari a un miliardo di dollari, l’Acnur impiega oltre 6 500 persone chiamate a prendersi cartico di oltre 17 milioni di rifugiati. Tradizione vuole che il Commissario eletto sia un rappresentante di altissimo profilo proveniente dai Paesi donatori.

Quest’anno tuttavia, i giochi sembrano più aperti. Almeno sulla carta. Perché nei corridoi, circolano voci insistenti che danno per super favoriti il portoghese Antonio Guterres, il tunisino Kamel Morjane e la nostra Emma Bonino. Gli altri candidati sembrano fuorigioco. A cominciare dall’ultramediatico Bernard Kouchner, cofondatore di Medici Senza Frontiere e ex rappresentante speciale dell’Onu in Kosovo. Secondo gli osservatori, il francese polarizza troppo, in particolare i PAesi del Sud del mondo. Ma soprattutto lo ostacola la candidatura (fortissima) del suo connazionale Pascal Lamy per la direzione generale dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto). Altro pretendente è il danese Soren Jessen-Petersen, ex Acnur e attuale rappresentante speciale dell’Onu in Kosovo. Ma a fregarlo è (paradossalmente) l’eccellente lavoro che secondo l’establishment Onu sta svolgendo nei Balcani.

La Bonino, ex commissario europeo è secondo gli esperti avantaggiata dal fatto di avere un’enorme esperienza internazionale. Tuttavia, il suo temperamento costituisce secondo alcuni esperti un ostacolo. Non a caso, Guterres e Morjane stanno raccogliendo i favori dei pronostici.

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